La storia e' cosi':
Ci son quattro musicisti in una sala che ci piacera' quadrata, ma che potrebbe anche non esserlo.
Essi si sistemano a coppie lungo i lati lunghi d'una bella tavola: Aldighiero e Bortolo da un lato, Cleonice di fronte ad Aldighiero e Delfina di fronte a Bortolo, dall'altro.
Lo spartito si trova in mezzo a loro, ricamato sulla tovaglia.
La tovaglia si riflette nello specchio sul soffitto.
Ora
suona Aldighiero e legge la musica sulla tovaglia, naturalmente apparecchiata per quella necessita', naturalmente a partire dalla sua sinistra.
Ma Bortolo non concorda con lui: perche', se no, quello specchio?
D'altra parte, istintivamente, sente che leggere in cielo la musica elevi
maggiormente. Esegue percio' col suo clarino la stessa melodia, ma la legge sul
soffitto. Parte dall'ultima nota che ancora vibra nell'aria mossa dal flauto di Aldighiero e percorre a ritroso la melodia fino a raggiungere la prima nota.
Pero' davvero Cleonice ritiene che sia una bella pretesa pensare che lo spartito sia stato sistemato apposta per i due ragazzi: la cosa funziona benissimo anche se, com'ella fa sulla sua spinetta, lo si suona pensando la tovaglia voltata verso di se'.
Delfina non e' veramente in disaccordo con Cleonice, ma forse sentendo una istintiva simpatia per Bortolo che ha di fronte, ritiene che lo spartito vero sia quello che riesce a leggere riflesso sul soffitto: prova ne sia la sua arpa che tintinna delicata ripercorrendo a ritroso la melodia appena terminata dalla compagna.
E' solo a questo punto che i quattro notano Tsa-yen la Principessa, quella che il Gran Khan ha voluto che visitasse l'occidente, Ella, col suo strumento dalle corde di seta, esegue una nuova melodia, nella quale ognuno sente qualcosa della proprria e molto di quelle altrui: dove legge la sua strana melodia la giovane principessa del Katai?