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Slow Food, Cineteca di Bologna,
ITC Movie
in collaborazione con
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TERRA MADRE
un film documentario di
Ermanno Olmi
durata 78 minuti
uscita 8 maggio
ufficio stampa
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00193 Roma
Tel.06.3231057 Fax 06.3211984
www.bimfilm.com
con il sostegno
del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Generale per

TERRA MADRE
un film
documentario
di
Ermanno
Olmi
Con
il contributo di
Franco Piavoli per L’orto di Flora
Fotografia
e montaggio di Mario Piavoli
e
inoltre
Maurizio Zaccaro per L’India di Vandana Shiva
Fotografia
di
Fabio Olmi
Testi
e immagini tratti da L’uomo senza desideri di
Ignazio Roiter e Fulvio Roiter
Montaggio
ed edizione di
Paolo Cottignola
Prodotto da
Beppe Caschetto e ITC Movie
in
collaborazione con Rai Cinema
Ministero per i Beni e le
Attività Culturali
Per amichevole concessione Adriano Celentano “Un albero di trenta piani”
di A. Celentano
6325 delegati
da 153 Paesi
817 tecnici e
rappresentanti di associazioni e istituzioni locali
1652 Comunità del cibo
I delegati
sono
4073
contadini, allevatori, pescatori e produttori artigianali dell’agroalimentare
299 docenti
Universitari
943 studenti
213
Musicisti
Ampelio Bucci
Marco Rizzone
Pier Paolo Poggio
Carlo Petrini
Maurizio Gelati
Per
L’orto
di Flora di Franco Piavoli
con Primo Gaburri
collaborazione Neria Poli
I
bambini della Scuola Primaria Statale Pia Albini Crespi – Fiorano al Serio (BG)
Nicholas Paganessi
Gian
Beppe Caschetto (ITC Movie )
Delegata
alla produzione per la Cineteca di Bologna
Enrica Serrani
Organizzazione
Elisabetta Olmi e Luca
Bitterlin
Direttore
di produzione
Francesco Pappalardo
Ispettore
di produzione
Alessandro Carroli
Aiuto
segretario di produzione
Gianni Cesaraccio
Amministratore
per Ipotesi Cinema
Maurizio Ramaccini
Amministratore
per Cineteca di Bologna
Teresa Tomaselli
Seconda
unità Torino
Mario Brenta
Assistente
al montaggio
Federica Ravera
Suono
di presa diretta
Francesco Liotard
Operatori
video
Giulio Ciarambino
Alessandra Gori
Stefano Slocovich
Renato Giuliano
Giampaolo Bigoli
Paolo Giacomini
Massimiliano Pantucci
Luca Cerri
Fabio Rocchi
Fonici
di ripresa
Carlo Missidenti
Francesco Alafaci
Elettricisti
per Movieland
Andrea Micaroni
Guido Leonarduzzi

Post produzione scena e
mastering
Coordinemanto tecnico
Correzione Colore e
conforming
Assistente correzione
colore e titoli
Editing musiche
Scansione immagini
d’archivio
Restauro digitale immagini
d’archivio
Elisa Napelli
Mastering
Coordinamento sottotitoli
Zefiro Film
Bhawani Ghantel
Digvljay Purohit service India
Stefano Poli, Poli Arctici,
service Svalbard
Traduttrice
sul set
Cecilia Cenciarelli
Runner
Carlo Ferrato di Sbrojavacca
Anna Losito
Giuseppe Pappalardo
Autista
Franco Meletta
Ufficio
stampa per Cineteca di Bologna
Patrizia Minghetti
Ufficio
stampa per Slow Food
Paola Nano
Wolfgang W. Werner e Christiane Leithardt
Studio
legale
Andrea Cosattini
Un ringraziamento particolare a
Norma Zamuner, Luigi Pasqualotto, Cristiano
Pasqualotto, Emanuela Pasqualotto Nadia Pasqualotto Comune di Roncade (TV),
Fantastificio srl
Il Forum di Terra Madre è realizzato da
Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari
Forestali,
Adriano
Celentano
Per
gentile concessione del proprietario discografico Clan Celentano Srl
©
Clan Edizioni Musicali S.r.l.
Stefano
Delvecchio
da Il mare di lato
eseguita
da Trio Ciuma & Tombesi
“Preghiera”
di
D. Youssef
©
& (p)
“Sleep My Little Seedling
Young”
Dal repertorio “Svalbard
EPK footage”
“Abbi pietà di me, o Signore Iddio”
di J.S. Bach
brani eseguiti da Fernando Germani
“Sisea”
di
Coco Mbassi e Serge Ngando
Dal repertorio “Svalbard
EPK footage”
“Adagio della cantata op.
di J.S. Bach
brani eseguiti da Fernando Germani
© Edizione musicale EDI-PAN
CS2006
“Maggio di
questua”
da "Tribù
italiche: Emilia-Romagna" del Gruppo Emiliano
Composta da
Marco Chiappelli, Gian Emilio Tassoni
Cantata da Gruppo Emiliano
(voce solista Paolo Giacomoni, coro e strumenti Marco Chiappelli, Roberto Losi,
Gian Emilio Tassoni)
© Edizioni
musicali Gruppo Emiliano
“Pregadoria”
da “Sonos 'e Memoria Music & Original
soundtrack from the film of Gianfranco Cabiddu
Composta da Ledda-Palmas-Lobina
Musica diretta da Paolo Fresu
Edizioni musicali. ACT music - Vision GmbH - ACT 9291-2
“Indian
Rabsody”
© Edizioni musicali Federico Pelle
Immagini di repertorio tratte da
“DVD TERRA MADRE
“SUPERQUARK”
- Rai Uno
“SVALBARD” "repertorio del Global Crop Diversity Trust"
inserto tratto da “Svalbard Global Seed Vault”
inserto tratto da “Svalbard
Global Seed Vault: packing footage”
inserto tratto da “Feeding
Tomorrow's Hungry Livestock”
inserto
tratto da “Svalbard EPK footage”
“Bolotovo
regia
di Alexander Decker e Tinatin Eppmann
“Sacred Food” Winona Laduke
di Jack Riccobono
“The Good Fisherman”
di Michiel Zwaanswijk e Pepijn Kortbeek
inquadrature tratte da girato amatoriale su Pablo Abocado
“L’uomo della terra”
di Ignazio Roiter, fotografie di Fulvio Roiter
“Project Sprout”
di Sam Levin
Mi ricordo
sotto le torri della rocca dove il fiume
bagna bionde coltivazioni io vidi un vecchio che aveva pochi iugeri di campo
abbandonato. Costui nonostante tutto piantando radi fili di erbaggi e
all’intorno bianchi gigli e verbene e gracile papavero pareggiava col suo spirito le ricchezze dei re. Era il primo a
cogliere la rosa a primavera e in autunno la frutta e tornando a casa a tarda
notte ricopriva il suo desco di cibi prelibati
Virgilio, Le Georgiche (anno
TERRA MADRE
Un film documentario
Il primo appunto che Carlo Petrini mi ha inviato è
del 1° luglio 2006. E dice: "questo sarà un film politico e preveggente
per far conoscere a tutti coloro che ancora non sanno, quegli esempi positivi
che le Comunità dei contadini di tutto
E io, naturalmente, ero fra coloro del nostro tempo
che non conoscevano la solidale unione di intenti testimoniati in questo raduno
mondiale fra tutte le Genti contadine.
Uomini e donne che nelle loro terra ancora resistono
all’incalzare di una delittuosa politica di sfruttamento esasperato e
devastante dei suoli fertili, unica risorsa per il cibo di tutti i popoli. Una
testimonianza eroica di eterna e leale alleanza con la natura e i suoi frutti.
Un’alleanza che non ha barriere di lingue, divisioni di ideologie e religioni,
né confini di Stati.
Al Forum di Terra Madre ho riconosciuto i contadini
come li ricordavo nelle nostre campagne, al tempo della mia infanzia. I volti
dei contadini si somigliano in ogni angolo del mondo. Sono volti su cui si
riconoscono le medesime tracce di vita, così come le fisionomie dei paesaggi
con i campi arati, le colture, i pascoli.
Oggi quel mondo dei contadini è assediato dalle
grandi imprese il cui scopo è nel profitto. Anche il contadino vuole
guadagnare, ma il suo attaccamento alla terra è anche un atto d’amore ed è in
questo sentimento solidale che si genera il rispetto della Natura.
Sono sicuro che questi onesti cittadini non
tradiranno mai
E noi cittadini metropolitani,
che viviamo inscatolati nelle nostre città, senza più i colori e i profumi
delle stagioni forse, in un giorno molto prossimo, se ci capiterà di passare accanto a un orto dove un nonno e
una piccola bimba colgono i frutti maturi, allora potremo ancora riconoscere la
vera casa dell’uomo.
Ermanno Olmi
(Gennaio 2009)
TERRA MADRE –
UNA POETICA O UNA POLITICA?
Terra Madre, al di là di tutto, è indiscutibilmente
piena di poesia. Di fronte a 7.000 persone diverse, da 153 nazioni del mondo,
contadini e pescatori che convergono ogni due anni a Torino portando i loro
costumi, i loro linguaggi, la loro musica e i loro alimenti, si è quasi
sopraffatti dalla poetica della diversità che una tale moltitudine riesce ad
esprimere. Anche lo sguardo più sensibile, o più dotto, più attento e più
allenato, rischia di perdersi inesorabilmente. Ma a ben vedere forse è proprio
questo perdersi, la sensazione di non poter comprendere tutto, che ci
restituisce il valore di Terra Madre, poetico e politico.
Le nostre menti da tempo sono state plasmate da ciò
che si chiama consumismo: ovvero la promessa della soddisfazione del bisogno di
cose, benessere e felicità, quando è proprio la scientifica insoddisfazione di
tali bisogni a essere il motore del sistema. In questo quadro, come un bisogno,
c’è l’illusione continua del controllo, di avere controllo sulle nostre vite,
di essere padroni del nostro benessere, direttamente proporzionale alla
quantità di beni di cui riusciamo ad appropriarci. Perdere controllo, perdersi,
significa uscire dal sistema, essere tagliati fuori, emarginati.
Terra Madre non si può controllare, incanalare,
definire, ridurre a qualcosa di vendibile o consumabile. Perdersi anche
soltanto mentre la si guarda è uscire per un attimo dal sistema, ma in senso
buono: apprezzare la metà del mondo che, un po’ perché non può un po’ perché
proprio non vuole, non ha niente a che fare con quel sistema che non ha
memoria, che non sa che cos’è la lentezza, che – letteralmente - consuma la
Terra.
Ma Terra Madre non è soltanto la moltitudine che
converge a Torino: queste persone sono inserite nelle loro comunità e nelle
loro comunità lavorano tutti i giorni. Producono cibo in maniera sostenibile,
non sprecano nulla, rispettano la natura che li circonda (che è loro alleata),
continuano nel solco di saperi ancestrali e di modi di fare che, non a caso,
sono rigettati dal consumismo come obsoleti o marginali. Ma questa loro armonia
con il creato, questa capacità innata di far produrre la Terra senza
devastarla, è (paradossalmente per il consumista) quanto di più moderno ci sia,
oggi che crisi ecologiche, climatiche e finanziarie si abbattono
inesorabilmente sulle nostre piccole vite. Sapere che sono nelle loro terre al
lavoro è come un’assicurazione sul futuro, e apre nuovi scenari. Non si
oppongono al consumismo per un fattore ideologico, ne sono estranei perché non
accettati, e questa sarà la nostra e la loro fortuna: insegneranno al mondo, se
Lo sguardo di un poeta dell’immagine come Ermanno
Olmi non ha vacillato nel tentare di raccontarli: si è prima fatto
coscientemente sopraffare a Torino, nell’ottobre
Non sono i contadini di Terra Madre a essere fuori
dal mondo: è
Carlo Petrini
TERRA MADRE
UN VIAGGIO
PREVEGGENTE TRA LE GENTI
Carlo Petrini ha inviato il primo
appunto a Ermanno Olmi nel luglio 2006.
Comincia da qui il progetto per un film dedicato a
Terra Madre, un film che sin dalle premesse doveva essere ‘politico e
preveggente’.
Le riprese sono cominciate a Torino nell’ottobre 2006, durante il Forum Mondiale Terra Madre. Sette troupes leggere hanno ripreso in formato digitale i vari momenti del Forum. La maggior parte delle maestranze, coordinate da Ermanno Olmi, era composta da giovani di ipotesICinema, la ‘non scuola’ di cinema fondata dallo stesso Olmi e che dal 2001 è operativa nella sede della Cineteca di Bologna. Da quel Forum Olmi cerca la forza interna del movimento, un ‘modello di comportamento’ che diventa il riferimento ispiratore del suo lavoro. Un modello che è insito nelle persone. I volti, le storie di Terra Madre cominciano e si ricongiungono a Torino.
Dalle postazioni di osservazione disseminate dentro al Forum, il viaggio di Olmi è continuato, raggiungendo nei luoghi d’origine alcuni dei protagonisti incontrati a Terra Madre orientando, nel loro significato, alcune di queste storie verso l’epilogo del documentario, ‘politico e preveggente’.
Nel febbraio 2008 una troupe è andata
alle isole Svalbard (Nord della Novergia) per filmare l’inaugurazione
della Banca Mondiale dei Semi, siglata dal presidente dell’Unione
Europea Josè Manuel Barroso. Alla troupe non è stato concesso di entrare
durante la cerimonia e le immagini di quell’evento sono state fornite dal
Global Group Diversity Trust.
Nell’ottobre 2008 una troupe si è recata a Dehradun (regione Uttaranchal, Nord dell’India) per riprendere la raccolta del riso, nei pressi della Navdanya Farm, la fattoria di Vandana Shiva, dove sono custoditi i semi del riso tramandati di generazione in generazione. La regia delle riprese è di Maurizio Zaccaro e la fotografia di Fabio Olmi.
Ultimo viaggio della troupe a San Cipriano, Comune
di Roncade nel Veneto (ottobre 2008). Alla presenza di Ermanno Olmi, che ha
diretto le riprese e partecipato al confronto fra Vandana Shiva, Carlo Petrini,
Per la storia dell’ ‘uomo’ che ha vissuto per più di quarant’anni in quello stesso luogo che ha
costituito la location di questa parte del documentario, Olmi si è avvalso di testi tratti dal libro Un uomo senza desideri di Ignazio
Roiter, di fotografie di Fulvio Roiter e
di immagini girate da Ignazio Roiter.
La comune convinzione che l’attaccamento del
contadino alla terra è anche un atto
d’amore, sentimento da cui si genera il rispetto per la Natura, ha visto la
stretta collaborazione fra Ermanno Olmi e Franco Piavoli, cui si devono le
riprese del ‘contadino e l’orto’ nella Valle
dell’Adige.
Terra Madre ha visto fin dalla sua
ideazione il diretto coinvolgimento della Cineteca di Bologna che ne è il
produttore assieme ad ITC Movie. Il documentario è stato realizzato grazie al
sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali- Direzione Generale
per
LE VOCI DI TERRA
MADRE
Estratti dal film documentario
Vandana Shiva (Presidente della Commissione Internazionale sul
futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura)
Quante bugie
possono raccontarci quando lasciano morire di fame i bambini africani, creando
dei piccoli scheletri, e nutrendo male i bambini americani, facendoli diventare
dei piccoli obesi. Il corpo obeso del bambino americano e lo scheletro di
quello africano, sono il prodotto dello stesso sistema alimentare. Entrambi
possono essere evitati. […]
In India
crediamo fermamente che questo meraviglioso pianeta sia collegato attraverso la
rete del cibo e la rete della vita. Il cibo. Tutto è cibo e tutto è il cibo di
qualcun altro. Questo è ciò che ci unisce. Siamo cibo, mangiamo cibo e siamo
fatti di cibo. La nostra identità primaria, la nostra ricchezza, la nostra
salute derivano dalla produzione e dall’assunzione di cibo buono. Noi diciamo:
“Se dai del cibo cattivo, commetti peccato.” Il cibo è il luogo in cui agisce
il fascismo. Le sementi sono state brevettate diventando monopolio di un gruppo
di corporazioni, con il 95% di semi geneticamente modificati. In India, da
quando i nuovi semi geneticamente modificati sono stati venduti nelle aree dove
le corporazioni controllano la distribuzione di semi, centinaia di migliaia di
coltivatori si sono indebitati e si suicidano. I guadagni di Monsanto hanno
assunto un valore più alto della vita umana. Per compiere un passo verso la
libertà dell’alimentazione, chiunque usa il cibo, chiunque lo produce, i
movimenti ambientalisti e il movimento della gastronomia si devono unire. Così
è nata l’idea di Terra Madre.
Moises Quispe Quispe (agronomo)
Ringrazio per
l’accoglienza di tutti i rappresentanti dei popoli indigeni: Chechsua, Aimara,
Uguaranis, Aztechi,i figli degli Inca, che per merito vostro sono qui per la
seconda volta. Siamo umili custodi e guardiani della agro-biodiversità.
Vogliamo il diritto a un cibo sano per tutti i popoli del mondo. Per questo
alimento noi continuiamo a lottare, e per il diritto sovrano
dell’alimentazione, da condividere con tutte le genti della Terra.
Aminata Traorè (scrittrice)
Terra Madre mi
ispira riflessioni, che vorrei condividere con voi. Sono una madre dal cuore
martoriato dalle migliaia di partenze forzate dei suoi figli, che vengono a
morire alle porte dell’Europa e alle sue barriere. Uno di quei giovani, prima
di scavalcare il filo spinato di Ceuta e Melilla, ha detto a un suo amico: “Se muoio
di’ a mia madre che ho fatto tutto il possibile per lei, “perché non voglio che
muoia di fame.” Da noi si dice che c’è un momento in cui la madre porta il
bambino. La terra invece ci porta tutti, la terra è ricca abbastanza da
nutrirci tutti. È una terra generosa. E’ una madre che dà a tutti. Dico questo
perché assistiamo ad un aumento generale del razzismo, soprattutto nei
confronti dei neri. Perché molti dicono che siamo diventati degli invasori.
Mentre siamo stati noi ad essere assaliti ed occupati. […] Sono convinta che la
maggior parte degli Africani in Europa, tornerebbero molto volentieri nei loro
paesi, se gli fosse data la garanzia di poter vivere dignitosamente, del
proprio lavoro.
Winona Laduke (USA)
Il riso è stato
dato al nostro popolo, e fa parte della storia della nostra migrazione. Ci è
stato detto da un profeta, di andare dove il cibo cresce sull’acqua. E questo
cibo è il riso selvatico. Hanno tentato di produrre questo riso
addomesticandolo. Noi non crediamo che sia la stessa cosa. Crediamo che il riso
selvatico debba essere selvatico. Questa è la nostra battaglia. La nostra
comunità non è ricca economicamente. Siamo ricchi di cultura e abbiamo molta
terra. Abbiamo dei luoghi bellissimi.
Sam Levin (15 anni,
Ho una storia
da raccontarvi. Esattamente un anno fa sono entrato nella mia scuola, per
presentare il 'Progetto Germoglio' al mio consigliere di orientamento. Il piano
era semplice: creare un orto biologico a scuola gestito dagli studenti. E’
incredibile come può svilupparsi un’idea. Abbiamo trovato il luogo: un vecchio
campo di calcio dall’altra parte della strada. Su campioni di terra abbiamo
misurato l’esposizione a pioggia e sole, delle potenziali ubicazioni per l’orto
del primo anno. Dopo aver coltivato
ERMANNO OLMI
Ermanno
Olmi è nato a Bergamo nel 1931
Filmografia
Manon Finestra 2,1956 (commento di Pier
Paolo Pasolini)
Michelino l° B, 1956 (soggetto e
sceneggiatura di Goffredo Parise)
Costruzioni Meccaniche Riva, 1956
Venezia città moderna, 1957
Tre fili fino a Milano, 1958
Il posto, 1961
I fidanzati, 1963
E venne un uomo, 1965
La colla, 1967
Il profeta della Bassa, 1967
Un certo giorno, 1968
I recuperanti, 1970
Durante l'estate, 1971
La circostanza, 1973
Alcide De Gasperi, 1974
L'albero degli zoccoli, l978
Camminacammina. 1983
Milano '83, 1983
Sopra le sette ultime Parole del nostro Redentore in Croce di Franz
Joseph Haydn,
1985
Artigiani veneti, 1986
Lunga vita alla signora!, 1987
La leggenda del santo bevitore, 1988
12 registi per 12 città: Milano, 1990 (collettivo)
Lungo il fiume, 1992
Il segreto del bosco vecchio, 1993
Genesi: la creazione e il diluvio,
1994
Il denaro non esiste, 1999
Attesa dell'apertura della Porta Santa, 1999
Chiusura della Porta Santa, 2001
Il mestiere delle armi. 200l
Cantando dietro i paraventi, 2003
Tickets, 2005 (film a episodi con/ film in three episodes Abbas Kiarostami e Ken
Loach)
Centochiodi, 2007
Regie liriche e teatrali
Il tabarro di Giacomo Puccini, 1983,
Teatro Comunale di Firenze, Maggio musicale
La sonnambula di Vincenzo
Bellini,1986, Teatro alla Scala di Milano
Piccola città di Thornton Wilder, 1989
Otello di Giuseppe Verdi, 1996,
Salisburgo e Teatro Regio di Torino
Lucia di Lammnermoor di Gaetano Donizetti, 1997,
Teatro Donizetti di Bergamo
Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi, 2005,
Opernhaus di Lipsia
Teneke di Fabio Vacchi, 2007,
Teatro alla Scala di Milano

Nata negli anni Sessanta,
dal 1989 membro effettivo della Fédération
Internationale des Archives du Film (FIAF), e dalla sua creazione della Association des Cinémathèques Européennes (ACE), la Cineteca di
Bologna è autonoma Istituzione comunale dal 1995. Nell’estate del 2000 è
iniziata, con l’inaugurazione della nuova sede di via Riva di Reno, una
stagione di rielaborazione dell’attività e dei progetti, culminata il 28 giugno
2003 con il trasferimento della Biblioteca e delle collezioni non filmiche e
con l’apertura di due nuove sale cinematografiche negli spazi dell’area dell’ex
Macello comunale, il cui riferimento architettonico è da allora il ‘barattolone’ della Cineteca, ideato dal
genio di
La Cineteca di Bologna ha già partecipato a
produzioni cinematografiche: La rabbia di Pasolini realizzato da Giuseppe Bertolucci; Antonioni su Antonioni di Carlo di Carlo.

TERRA MADRE La
rete mondiale tra le comunità del cibo
Terra Madre rappresenta la globalizzazione positiva,
dà voce a chi non si rassegna al modello omologante e disumano di chi applica
alla materia vivente le regole alienanti dell'industria; le comunità di Terra
Madre si riuniscono per proclamare che la produzione del cibo deve mantenere un
rapporto armonico con l'ambiente; per affermare la dignità culturale e
scientifica delle pratiche tradizionali; per ritornare nei propri Paesi
d'origine con la carica positiva nata dal sentirsi parte di una vera
"comunità di destino".
Questa rete
mondiale trova la sua linfa vitale negli incontri tra le comunità del cibo che
si svolgono regolarmente – dal
Terra Madre non
è fatta però di soli meeting nazionali e internazionali, la sua storia è ricca
di scambi e collaborazioni. Nel corso di questi anni sono stati numerosi i
momenti d’incontro: gli allevatori olandesi del pollo di Chaam si sono recati
in Piemonte per confrontarsi con gli allevatori del cappone di Morozzo; 52
comunità internazionali della pesca hanno visitato le realtà italiane;
contadini ugandesi hanno ospitato 25 coltivatori keniani per condividere
competenze e conoscenze; le donne Imraguen della Mauritania produttrici di
bottarga si sono recate a Orbetello per un seminario organizzato dai loro
colleghi italiani. Questi sono solo alcuni esempi di una rete in continuo
movimento e crescita.
L’evento clou
di Terra Madre è il meeting biennale di Torino, che nel 2008 si è svolto dal 23
al 27 ottobre 2008.
L’incontro
mondiale tra le comunità del cibo è organizzato da Slow Food in collaborazione
con Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Cooperazione
Italiana allo Sviluppo - Ministero Affari Esteri, Regione Piemonte, Città di
Torino. Riunisce e mette a confronto produttori e operatori del settore
agroalimentare mondiale rappresentativi di un modo diverso e più complesso di
intendere il cibo di qualità: attento alle risorse ambientali, agli equilibri
planetari, all’aspetto organolettico dei prodotti, alla dignità dei lavoratori
e alla salute dei consumatori.
L’edizione 2008
di Terra Madre è stata all’insegna dei giovani, con la partecipazione del Youth
Food Movement. Lanciato in occasione del V Congresso Internazionale di Slow
Food (Messico, novembre 2007), il movimento dei giovani impegnati nella difesa
del cibo e della cultura alimentare è nato da un’idea degli studenti
dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche e da Slow Food Usa. Lo
Youth Food Movement è formato da un gruppo di studenti dei campus americani,
giovani produttori, cuochi e attivisti, che ha coinvolto 1000 giovani da tutto
il mondo. Altra importante novità è stata l’apertura al pubblico dell’evento
con il mercato dei Presìdi, la possibilità di assistere ai seminari delle
comunità e alle cerimonie di apertura e chiusura della manifestazione. Inoltre
è stato realizzato un festival folk con gruppi di suonatori delle comunità del
cibo. Ecco allora che per la prima volta orchestre di non professionisti
appartenenti alle comunità hanno avuto la possibilità di esibirsi su
palcoscenici allestiti all’interno del Salone del Gusto, la mostra-mercato
dell’agroalimentare di qualità ideata da Slow Food che si svolge sempre a
Torino in concomitanza con Terra Madre.