Slow Food, Cineteca di Bologna, ITC Movie 

 

in collaborazione con

 

 

 
presentano

 

TERRA MADRE

 

un film documentario di

Ermanno Olmi

 

 

 

 

                                                                                 

 

 

durata 78 minuti

 

uscita 8 maggio

 

 

 

ufficio stampa

Federica de Sanctis, 339.2476890, fdesanctis@bimfilm.com

 

                                                                  

via Marianna Dionigi 57

00193 Roma

Tel.06.3231057 Fax 06.3211984

www.bimfilm.com

 

 


con il sostegno del  Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Generale per il Cinema e il contributo di  Film Commission Torino Piemonte

 

 

 

TERRA MADRE

 


un film documentario
di

 

Ermanno Olmi

 

 

 

Con il contributo di

Franco Piavoli per L’orto di Flora

Fotografia e montaggio di Mario Piavoli

 

e inoltre

Maurizio Zaccaro per L’India di Vandana Shiva

Fotografia di

Fabio Olmi

 

Testi e immagini tratti da L’uomo senza desideri di

Ignazio Roiter e  Fulvio Roiter

 

Montaggio ed edizione di

Paolo Cottignola

 

Prodotto da

Cineteca di Bologna

Beppe Caschetto e ITC Movie

 

in collaborazione con Rai Cinema

 

Questo film è nato per volontà di Carlo Petrini e Luciana Castellina

 

Film realizzato con il sostegno del

Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Direzione Generale per il Cinema

 

 

Per amichevole concessione Adriano Celentano “Un albero di trenta piani”

di A. Celentano

 

 

TERRA MADRE 2008 ha contato 7142 partecipanti costituiti da

6325 delegati da 153 Paesi

817 tecnici e rappresentanti di associazioni e istituzioni locali

1652 Comunità del cibo

I delegati sono

4073 contadini, allevatori, pescatori e produttori artigianali dell’agroalimentare

797 cuochi

299 docenti Universitari

943 studenti

213 Musicisti 

                                                                             

 

Voce narrante

Omero Antonutti

 

Esperti della comunità agroalimentare, economica e scientifica

Vandana Shiva

Ampelio Bucci

Marco Rizzone

Pier Paolo Poggio

Aldo Schiavone

Carlo Petrini

Maurizio Gelati

Angelo Vescovi

 

Per L’orto di Flora di Franco Piavoli

con Primo Gaburri

collaborazione Neria Poli

 

I bambini della Scuola Primaria Statale Pia Albini Crespi – Fiorano al Serio (BG)

Stefano Gatti

Nicholas Paganessi

Greta Sala

Federica Soldo

 

Prodotto da

Gian Luca Farinelli (Cineteca di Bologna)

Beppe Caschetto (ITC Movie )

 

Slow Food e Fondazione Terra Madre

Film Commission Torino Piemonte

 

 

Delegata alla produzione per la Cineteca di Bologna
Enrica Serrani

 

Organizzazione
Elisabetta Olmi e Luca Bitterlin

 

Direttore di produzione
Francesco Pappalardo

 

Ispettore di produzione
Alessandro Carroli

 

Aiuto segretario di produzione
Gianni Cesaraccio

 

Amministratore per Ipotesi Cinema 
Maurizio Ramaccini

Amministratore per Cineteca di Bologna

Davide Pietrantoni

 

Amministrazione ITC Movie

Filippo Terzi

Teresa Tomaselli

Tiziana Casablanca

 

Seconda unità Torino
Mario Brenta

 

Assistente al montaggio
Federica Ravera

 

Suono di presa diretta
Francesco Liotard

 

Operatori video

Giulio Ciarambino
Giacomo Gatti

Gaia Russo Frattasi

Alessandra Gori

Stefano Slocovich

Renato Giuliano

Giampaolo Bigoli

Paolo Giacomini

Massimiliano Pantucci

Luca Cerri

Fabio Rocchi 

 

Fonici di ripresa
Carlo Missidenti
Francesco Alafaci

 

Elettricisti per Movieland
Andrea Micaroni
Guido Leonarduzzi

Post produzione scena e mastering

L’Immagine Ritrovata 

 

 

Coordinemanto tecnico

Davide Pozzi

 

Correzione Colore e conforming

Giandomenico Zeppa

 Assistente correzione colore e titoli

Laura Pavone

 

Editing musiche

Gilles Barberis

 

Scansione immagini d’archivio

Adriana Noviello

 

Restauro digitale immagini d’archivio

Chelu Deiana

Michela Fiorito

Elisa Napelli

Céline Stephanie Pozzi
Marco Rossi

 

Mastering

Emanuele Vissani

 

Coordinamento sottotitoli

Valentina Turri

 

Mix audio

Danilo Moroni

CDC SEFIT GROUP – Roma

 

Grafica e Titoli

d-sign - Bologna

 

Contributi riprese video

Zefiro Film
Bhawani Ghantel
Digvljay Purohit service India

Stefano Poli, Poli Arctici, service Svalbard

 

Traduttrice sul set
Cecilia Cenciarelli

 

Runner

Carlo Ferrato di Sbrojavacca

Anna Losito

Giuseppe Pappalardo

Autista
Franco Meletta

 

Ufficio stampa per Cineteca di Bologna
Patrizia Minghetti

 

Ufficio stampa per Slow Food

Paola Nano

 

Ufficio stampa internazionale

Wolfgang W. Werner e Christiane Leithardt

 

 

 

Studio legale

Andrea Cosattini

 

 

Un ringraziamento particolare a

Norma Zamuner, Luigi Pasqualotto, Cristiano Pasqualotto, Emanuela Pasqualotto Nadia Pasqualotto Comune di Roncade (TV), Fantastificio srl

 

 

Inoltre si ringraziano

Sergio Cofferati, Angelo Guglielmi, Roberto Burdese, Nicola Ferrero, Carlo Bogliotti, Andrea Alfieri, Roberta Zendrini, Federico Bobbio, Flora Nizza, Francesca Pompeo, Elena Bissaca, Julien Mascolo, Luca Garberoglio, Orso Porta, Rosy Sinìcropi, Carla Mora, Elena Bedino, Luca Agostini, Lorenza Vicentini, Michael Opalenski, Alberto Chiappa, Paola Magliano, Simona Piasentin, Federica Lama, Maurizio Ledda, Marco Silvestro, Stefano Della Casa, Davide Bracco, Daniele Segre, Enrico De Lotto, Linda Giorgi Alberti, Donatella Tosetti, Sara Rognoni, Francesca Andreoli, Elisa Giovannetti, Louise Lemoine, Giuseppe Marcoli, Carlo Malacchini, Laura Strazzi, Silvia Migliorati, Gianfranco Pancaldi, Simone Saglia, Enrico Meneghetti, Emo Bussi, Fiorenzo Bonatti, Aldo Lodolo, Angelo Mason, Annacarla Brunelli, Silvano Caliari, Diego Daniela, Colonna Giovanni, Marolla Vickee Padilla of Agtalon-INC, la maestra Donatella della Scuola Primaria Statale “Pia Albini Crespi”,  Comune di Torino, Ambasciata Indiana a Roma

 

 

 

 Il Forum di Terra Madre è realizzato da

Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari Forestali, la Cooperazione Italiana allo Sviluppo, Ministero Affari Esteri, Regione Piemonte e Città di Torino, Slow Food in collaborazione con Coldiretti Piemonte e Fondazione CRT.

 

 

 

 

 


Musiche

 

“Un albero di 30 piani”

Adriano Celentano

Per gentile concessione del proprietario discografico Clan Celentano Srl

© Clan Edizioni Musicali S.r.l.

 

“Corale”

Stefano Delvecchio

da Il mare di lato

eseguita da  Trio Ciuma & Tombesi

© Edizioni musicali A-14

 

“Preghiera”

di D. Youssef

© & (p) 2002 C.A.M. S.r.l. - Per gentile concessione

 

“Sleep My Little Seedling Young”

Mads Frigstad

Dal repertorio “Svalbard EPK footage”

 

“Abbi pietà di me, o Signore Iddio”

di J.S. Bach

brani eseguiti da Fernando Germani

© Edizioni musicali EDI-PAN CS2006

 

“Sisea”

di Coco Mbassi e Serge Ngando

Dal repertorio “Svalbard EPK footage”

 

“Adagio della cantata op. 156”

di J.S. Bach

brani eseguiti da Fernando Germani

© Edizione musicale  EDI-PAN CS2006

 

“Maggio di questua”

da "Tribù italiche: Emilia-Romagna" del Gruppo Emiliano

Composta da Marco Chiappelli, Gian Emilio Tassoni

Cantata da Gruppo Emiliano (voce solista Paolo Giacomoni, coro e strumenti Marco Chiappelli, Roberto Losi, Gian Emilio Tassoni)

© Edizioni musicali Gruppo Emiliano

 

“Pregadoria”

da “Sonos 'e Memoria Music & Original soundtrack from the film of Gianfranco Cabiddu

Composta da  Ledda-Palmas-Lobina

Musica diretta da Paolo Fresu

Edizioni musicali. ACT music - Vision GmbH - ACT 9291-2

 

“Indian Rabsody”

Federico Pelle

© Edizioni musicali Federico Pelle
Immagini di repertorio tratte da

 

“DVD TERRA MADRE 2004”

 

“SUPERQUARK” -  Rai Uno

 

“SVALBARD” "repertorio del Global Crop Diversity Trust"

inserto tratto da “Svalbard Global Seed Vault”

inserto tratto da “Svalbard Global Seed Vault: packing footage”

inserto tratto da “Feeding Tomorrow's Hungry Livestock”

inserto tratto da “Svalbard EPK footage”

 

“Bolotovo 2008”

regia di Alexander Decker e Tinatin Eppmann

 

“Sacred Food” Winona Laduke

di Jack Riccobono

 

“The Good Fisherman”

di Michiel Zwaanswijk e Pepijn Kortbeek

 

inquadrature tratte da girato amatoriale su Pablo Abocado

 

“L’uomo della terra”

di Ignazio Roiter, fotografie di Fulvio Roiter

 

“Project Sprout”

di Sam Levin

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mi ricordo sotto le torri  della rocca dove il fiume bagna bionde coltivazioni io vidi un vecchio che aveva pochi iugeri di campo abbandonato. Costui nonostante tutto piantando radi fili di erbaggi e all’intorno bianchi gigli e verbene e gracile papavero pareggiava col suo   spirito le ricchezze dei re. Era il primo a cogliere la rosa a primavera e in autunno la frutta e tornando a casa a tarda notte ricopriva il suo desco di cibi prelibati

Virgilio, Le Georgiche (anno 29 a.C.)

 


 

 

       TERRA MADRE

 

 

Un film documentario

 

 

Il primo appunto che Carlo Petrini mi ha inviato è del 1° luglio 2006. E dice: "questo sarà un film politico e preveggente per far conoscere a tutti coloro che ancora non sanno, quegli esempi positivi che le Comunità dei contadini di tutto il mondo e i Presidi Slow Food mostreranno nel corso del grande raduno Terra Madre 2006 a Torino".

E io, naturalmente, ero fra coloro del nostro tempo che non conoscevano la solidale unione di intenti testimoniati in questo raduno mondiale fra tutte le Genti contadine.

Uomini e donne che nelle loro terra ancora resistono all’incalzare di una delittuosa politica di sfruttamento esasperato e devastante dei suoli fertili, unica risorsa per il cibo di tutti i popoli. Una testimonianza eroica di eterna e leale alleanza con la natura e i suoi frutti. Un’alleanza che non ha barriere di lingue, divisioni di ideologie e religioni, né confini di Stati.

Al Forum di Terra Madre ho riconosciuto i contadini come li ricordavo nelle nostre campagne, al tempo della mia infanzia. I volti dei contadini si somigliano in ogni angolo del mondo. Sono volti su cui si riconoscono le medesime tracce di vita, così come le fisionomie dei paesaggi con i campi arati, le colture, i pascoli.

Oggi quel mondo dei contadini è assediato dalle grandi imprese il cui scopo è nel profitto. Anche il contadino vuole guadagnare, ma il suo attaccamento alla terra è anche un atto d’amore ed è in questo sentimento solidale che si genera il rispetto della Natura.

Sono sicuro che questi onesti cittadini non tradiranno mai la loro Terra.

E noi cittadini metropolitani, che viviamo inscatolati nelle nostre città, senza più i colori e i profumi delle stagioni forse, in un giorno molto prossimo, se ci capiterà  di passare accanto a un orto dove un nonno e una piccola bimba colgono i frutti maturi, allora potremo ancora riconoscere la vera casa dell’uomo.

 

Ermanno Olmi

(Gennaio 2009)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

TERRA MADRE – UNA POETICA O UNA POLITICA?

 

Terra Madre, al di là di tutto, è indiscutibilmente piena di poesia. Di fronte a 7.000 persone diverse, da 153 nazioni del mondo, contadini e pescatori che convergono ogni due anni a Torino portando i loro costumi, i loro linguaggi, la loro musica e i loro alimenti, si è quasi sopraffatti dalla poetica della diversità che una tale moltitudine riesce ad esprimere. Anche lo sguardo più sensibile, o più dotto, più attento e più allenato, rischia di perdersi inesorabilmente. Ma a ben vedere forse è proprio questo perdersi, la sensazione di non poter comprendere tutto, che ci restituisce il valore di Terra Madre, poetico e politico.

Le nostre menti da tempo sono state plasmate da ciò che si chiama consumismo: ovvero la promessa della soddisfazione del bisogno di cose, benessere e felicità, quando è proprio la scientifica insoddisfazione di tali bisogni a essere il motore del sistema. In questo quadro, come un bisogno, c’è l’illusione continua del controllo, di avere controllo sulle nostre vite, di essere padroni del nostro benessere, direttamente proporzionale alla quantità di beni di cui riusciamo ad appropriarci. Perdere controllo, perdersi, significa uscire dal sistema, essere tagliati fuori, emarginati.

Terra Madre non si può controllare, incanalare, definire, ridurre a qualcosa di vendibile o consumabile. Perdersi anche soltanto mentre la si guarda è uscire per un attimo dal sistema, ma in senso buono: apprezzare la metà del mondo che, un po’ perché non può un po’ perché proprio non vuole, non ha niente a che fare con quel sistema che non ha memoria, che non sa che cos’è la lentezza, che – letteralmente - consuma la Terra. 

Ma Terra Madre non è soltanto la moltitudine che converge a Torino: queste persone sono inserite nelle loro comunità e nelle loro comunità lavorano tutti i giorni. Producono cibo in maniera sostenibile, non sprecano nulla, rispettano la natura che li circonda (che è loro alleata), continuano nel solco di saperi ancestrali e di modi di fare che, non a caso, sono rigettati dal consumismo come obsoleti o marginali. Ma questa loro armonia con il creato, questa capacità innata di far produrre la Terra senza devastarla, è (paradossalmente per il consumista) quanto di più moderno ci sia, oggi che crisi ecologiche, climatiche e finanziarie si abbattono inesorabilmente sulle nostre piccole vite. Sapere che sono nelle loro terre al lavoro è come un’assicurazione sul futuro, e apre nuovi scenari. Non si oppongono al consumismo per un fattore ideologico, ne sono estranei perché non accettati, e questa sarà la nostra e la loro fortuna: insegneranno al mondo, se il mondo saprà guardarli nel modo giusto e rispettarli, come fare per uscire dalle crisi e riconciliarci con la madre Terra.

Lo sguardo di un poeta dell’immagine come Ermanno Olmi non ha vacillato nel tentare di raccontarli: si è prima fatto coscientemente sopraffare a Torino, nell’ottobre 2006 in occasione della seconda edizione dell’evento dove è stato bello perdersi; ha poi inseguito, come alcuni refoli di quella sbornia di sensazioni, le loro vite una volta che erano tornati a casa ed è infine sfociato in poesia pura. Anzi: una poesia che ci parla di una nuova politica, di un nuovo umanesimo, ora che il sistema imperante dà importanti segni di cedimento. Uno sguardo che non vacilla ma che ci insegna a perderci per trovare una nuova strada.

Non sono i contadini di Terra Madre a essere fuori dal mondo: è il mondo che è andato fuori di sé. Loro hanno i piedi per terra; le mani che lavorano, che toccano la terra. Guardiamoli, impariamo.

 

 

Carlo Petrini
TERRA MADRE

UN VIAGGIO PREVEGGENTE TRA LE GENTI

 

Carlo Petrini ha inviato il primo appunto a Ermanno Olmi nel luglio 2006.

Comincia da qui il progetto per un film dedicato a Terra Madre, un film che sin dalle premesse doveva essere ‘politico e preveggente’.

 

Le riprese sono cominciate a Torino nell’ottobre 2006, durante il Forum Mondiale Terra Madre. Sette troupes leggere hanno ripreso in formato digitale i vari momenti del Forum. La maggior parte delle maestranze, coordinate da Ermanno Olmi, era composta da giovani di ipotesICinema, la ‘non scuola’ di cinema fondata dallo stesso Olmi e che dal 2001 è operativa nella sede della Cineteca di Bologna. Da quel Forum Olmi cerca la forza interna del movimento, un ‘modello di comportamento’ che diventa il riferimento ispiratore del suo lavoro. Un modello che è insito nelle persone.  I volti, le storie di Terra Madre cominciano e si ricongiungono a Torino.

 

Dalle postazioni di osservazione disseminate dentro al Forum, il viaggio di Olmi è continuato, raggiungendo nei luoghi d’origine alcuni dei protagonisti incontrati a Terra Madre orientando, nel loro significato, alcune di queste storie verso l’epilogo del documentario, ‘politico e preveggente’.

 

Nel febbraio 2008 una troupe è andata alle isole Svalbard (Nord della Novergia) per filmare l’inaugurazione della Banca Mondiale dei Semi, siglata dal presidente dell’Unione Europea Josè Manuel Barroso. Alla troupe non è stato concesso di entrare durante la cerimonia e le immagini di quell’evento sono state fornite dal Global Group Diversity Trust.

 

Nell’ottobre 2008 una troupe si è recata a Dehradun (regione Uttaranchal, Nord dell’India) per riprendere la raccolta del riso, nei pressi della Navdanya Farm, la  fattoria di Vandana Shiva, dove sono custoditi i semi del riso tramandati di generazione in generazione. La regia delle riprese è di Maurizio Zaccaro e la fotografia di Fabio Olmi.

 

Ultimo viaggio della troupe a San Cipriano, Comune di Roncade nel Veneto (ottobre 2008). Alla presenza di Ermanno Olmi, che ha diretto le riprese e partecipato al confronto fra Vandana Shiva, Carlo Petrini, Angelo Vescovi, Aldo Schiavone, Pier Paolo Poggio, Maurizio Gelati, Marco Rizzone, Ampelio Bucci.

Per la storia dell’ ‘uomo’ che ha vissuto per più di quarant’anni in quello stesso luogo che ha costituito la location di questa parte del documentario, Olmi si è avvalso di testi tratti dal libro Un uomo senza desideri di Ignazio Roiter,  di fotografie di Fulvio Roiter e di immagini girate da Ignazio Roiter.

 

La comune convinzione che l’attaccamento del contadino alla terra è anche un  atto d’amore, sentimento da cui si genera il rispetto per la Natura, ha visto la stretta collaborazione fra Ermanno Olmi e Franco Piavoli, cui si devono le riprese del ‘contadino e l’orto’ nella Valle dell’Adige.

 

Terra Madre ha visto fin dalla sua ideazione il diretto coinvolgimento della Cineteca di Bologna che ne è il produttore assieme ad ITC Movie. Il documentario è stato realizzato grazie al sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali- Direzione Generale per il Cinema e della Film Commission Torino Piemonte.
LE VOCI DI TERRA MADRE

Estratti dal film documentario

 

 

Vandana Shiva (Presidente della Commissione Internazionale sul futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura)

Quante bugie possono raccontarci quando lasciano morire di fame i bambini africani, creando dei piccoli scheletri, e nutrendo male i bambini americani, facendoli diventare dei piccoli obesi. Il corpo obeso del bambino americano e lo scheletro di quello africano, sono il prodotto dello stesso sistema alimentare. Entrambi possono essere evitati. […]

In India crediamo fermamente che questo meraviglioso pianeta sia collegato attraverso la rete del cibo e la rete della vita. Il cibo. Tutto è cibo e tutto è il cibo di qualcun altro. Questo è ciò che ci unisce. Siamo cibo, mangiamo cibo e siamo fatti di cibo. La nostra identità primaria, la nostra ricchezza, la nostra salute derivano dalla produzione e dall’assunzione di cibo buono. Noi diciamo: “Se dai del cibo cattivo, commetti peccato.” Il cibo è il luogo in cui agisce il fascismo. Le sementi sono state brevettate diventando monopolio di un gruppo di corporazioni, con il 95% di semi geneticamente modificati. In India, da quando i nuovi semi geneticamente modificati sono stati venduti nelle aree dove le corporazioni controllano la distribuzione di semi, centinaia di migliaia di coltivatori si sono indebitati e si suicidano. I guadagni di Monsanto hanno assunto un valore più alto della vita umana. Per compiere un passo verso la libertà dell’alimentazione, chiunque usa il cibo, chiunque lo produce, i movimenti ambientalisti e il movimento della gastronomia si devono unire. Così è nata l’idea di Terra Madre.

 

 

Moises Quispe Quispe (agronomo)

Ringrazio per l’accoglienza di tutti i rappresentanti dei popoli indigeni: Chechsua, Aimara, Uguaranis, Aztechi,i figli degli Inca, che per merito vostro sono qui per la seconda volta. Siamo umili custodi e guardiani della agro-biodiversità. Vogliamo il diritto a un cibo sano per tutti i popoli del mondo. Per questo alimento noi continuiamo a lottare, e per il diritto sovrano dell’alimentazione, da condividere con tutte le genti della Terra.

 

Aminata Traorè (scrittrice)

Terra Madre mi ispira riflessioni, che vorrei condividere con voi. Sono una madre dal cuore martoriato dalle migliaia di partenze forzate dei suoi figli, che vengono a morire alle porte dell’Europa e alle sue barriere. Uno di quei giovani, prima di scavalcare il filo spinato di Ceuta e Melilla, ha detto a un suo amico: “Se muoio di’ a mia madre che ho fatto tutto il possibile per lei, “perché non voglio che muoia di fame.” Da noi si dice che c’è un momento in cui la madre porta il bambino. La terra invece ci porta tutti, la terra è ricca abbastanza da nutrirci tutti. È una terra generosa. E’ una madre che dà a tutti. Dico questo perché assistiamo ad un aumento generale del razzismo, soprattutto nei confronti dei neri. Perché molti dicono che siamo diventati degli invasori. Mentre siamo stati noi ad essere assaliti ed occupati. […] Sono convinta che la maggior parte degli Africani in Europa, tornerebbero molto volentieri nei loro paesi, se gli fosse data la garanzia di poter vivere dignitosamente, del proprio lavoro.

 

Winona Laduke (USA)

Il riso è stato dato al nostro popolo, e fa parte della storia della nostra migrazione. Ci è stato detto da un profeta, di andare dove il cibo cresce sull’acqua. E questo cibo è il riso selvatico. Hanno tentato di produrre questo riso addomesticandolo. Noi non crediamo che sia la stessa cosa. Crediamo che il riso selvatico debba essere selvatico. Questa è la nostra battaglia. La nostra comunità non è ricca economicamente. Siamo ricchi di cultura e abbiamo molta terra. Abbiamo dei luoghi bellissimi.

 

 

Sam Levin (15 anni, Studente della Monument Mountain Regional  High School - Massachusetts)

Ho una storia da raccontarvi. Esattamente un anno fa sono entrato nella mia scuola, per presentare il 'Progetto Germoglio' al mio consigliere di orientamento. Il piano era semplice: creare un orto biologico a scuola gestito dagli studenti. E’ incredibile come può svilupparsi un’idea. Abbiamo trovato il luogo: un vecchio campo di calcio dall’altra parte della strada. Su campioni di terra abbiamo misurato l’esposizione a pioggia e sole, delle potenziali ubicazioni per l’orto del primo anno. Dopo aver coltivato 1200 metri quadri di terreno, abbiamo costruito un sistema per il recupero dell’acqua piovana. In agosto, nello spazio eat-in di Slow Food Nation a San Francisco, ho scommesso che entro un anno avremmo raccolto cibo per la mensa scolastica. Un mese dopo abbiamo servito lattuga, pomodorini, carote e fagiolini. nella mensa delle superiori e delle elementari. […] Sono venuto qui perché voglio che sappiate che ce l’abbiamo fatta. Voglio dirvi che da ora in poi la gente dovrà smettere di dire: “Ah, questi ragazzi di oggi…” e comincerà a dire: “Che ragazzi al giorno d’oggi!”. È una promessa ai nostri genitori e a voi tutti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ERMANNO OLMI

 

Ermanno Olmi è nato a Bergamo nel 1931 

Filmografia

Manon Finestra 2,1956 (commento di Pier Paolo Pasolini)

Michelino l° B, 1956 (soggetto e sceneggiatura di Goffredo Parise)

Costruzioni Meccaniche Riva, 1956

Venezia città moderna, 1957

Tre fili fino a Milano, 1958

Il tempo si è fermato, 1959

Il posto, 1961

I fidanzati, 1963

E venne un uomo, 1965

La colla, 1967

Il profeta della Bassa, 1967

Un certo giorno, 1968

I recuperanti, 1970

Durante l'estate, 1971

La circostanza, 1973

Alcide De Gasperi, 1974

L'albero degli zoccoli, l978

Camminacammina. 1983

Milano '83, 1983

Sopra le sette ultime Parole del nostro Redentore in Croce di Franz Joseph Haydn, 1985

Artigiani veneti, 1986

Lunga vita alla signora!, 1987

La leggenda del santo bevitore, 1988

12 registi per 12 città: Milano, 1990 (collettivo)

Lungo il fiume, 1992

Il segreto del bosco vecchio, 1993

Genesi: la creazione e il diluvio, 1994

Il denaro non esiste, 1999

Attesa dell'apertura della Porta Santa, 1999

Chiusura della Porta Santa, 2001

Il mestiere delle armi. 200l

Cantando dietro i paraventi, 2003

Tickets, 2005 (film a episodi con/ film in three episodes Abbas Kiarostami e Ken Loach)

Centochiodi, 2007

Regie liriche e teatrali

Il tabarro di Giacomo Puccini, 1983, Teatro Comunale di Firenze, Maggio musicale
La sonnambula di Vincenzo Bellini,1986, Teatro alla Scala di Milano

Katia Kabanova di Leos Janaceck, 1988

Piccola città di Thornton Wilder, 1989

Otello di Giuseppe Verdi, 1996, Salisburgo e Teatro Regio di Torino

Lucia di Lammnermoor di Gaetano Donizetti, 1997, Teatro Donizetti di Bergamo

Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi, 2005, Opernhaus di Lipsia

Teneke di Fabio Vacchi, 2007, Teatro alla Scala di Milano

 

 

CINETECA DEL COMUNE DI BOLOGNA

 

 

Nata negli anni Sessanta, dal 1989 membro effettivo della Fédération Internationale des Archives du Film (FIAF), e dalla sua creazione della Association des Cinémathèques Européennes (ACE), la Cineteca di Bologna è autonoma Istituzione comunale dal 1995. Nell’estate del 2000 è iniziata, con l’inaugurazione della nuova sede di via Riva di Reno, una stagione di rielaborazione dell’attività e dei progetti, culminata il 28 giugno 2003 con il trasferimento della Biblioteca e delle collezioni non filmiche e con l’apertura di due nuove sale cinematografiche negli spazi dell’area dell’ex Macello comunale, il cui riferimento architettonico è da allora il ‘barattolone’ della Cineteca, ideato dal genio di Aldo Rossi, che costituisce l’ingresso ufficiale del nuovo insediamento.

 

La Cineteca conserva e restaura il patrimonio cinematografico per renderlo fruibile oggi e consentire la sua trasmissione futura, ma agisce con altrettanta forza anche nella promozione culturale e nel sostegno alla diffusione e realizzazione del giovane cinema. Circa 35 mila pellicole depositate all’archivio film (tra cui il catalogo di Corona cinematografica); il Laboratorio L’Immagine Ritrovata, di proprietà interamente pubblica,  per il restauro e la lavorazione di filmati; numerose collezioni e fondi archivistici privati acquisiti o depositati –sia librari che fotografici- oltre al Centro Studi Archivio Pier Paolo Pasolini, il centro studi Marcello Marcello Mastroianni fino al prestigioso Progetto Chaplin costituiscono il consistente patrimonio della Cineteca, cui si affiancano altre macroaree di intervento attraverso cui si esplica l’attività quotidiana dell’istituzione: la promozione – costituita dal progetto Schermi e Lavagne per la didattica, ipotesICinema e Fronte del Pubblico- e la  programmazione (le sale Lumière, il festival Il Cinema Ritrovato; OfficinemaFestival; il festival Human Rights Nights; il festival Slow Food on Film,  la manifestazione estiva Sotto le stelle del cinema e da ultimo anche la FilmCommission che da circa due anni è gestita dalla Cineteca di Bologna).

A rendere questo insieme una realtà coesa e proiettata verso l’esterno contribuisce la nostra documentata e originale attività editoriale (libri e collane dvd) e la regolare informazione sia attraverso la gestione diretta del sito www.cinetecadibologna.it e la produzione settimanale di una newsletter. Da febbraio 2009 la Cineteca le produzioni editoriali della Cineteca sono nelle librerie in particolare con il saggio di Alain Bergala L’ipotesi cinema, il volume dedicato a La Rabbia di Pier Paolo Pasolini, il dvd Storie di terra e di rezdore che inaugura la collana dei titoli di Slow Food on Film, realizzata dalla Cineteca e Slow Food. In coincidenza con l’omonimo festival, usciranno nei prossimi mesi i primi titoli della collana Il Cinema Ritrovato, dedicata a film classici restaurati. 

La Cineteca di Bologna ha già partecipato a produzioni cinematografiche: La rabbia di Pasolini realizzato da Giuseppe Bertolucci; Antonioni su Antonioni di Carlo di Carlo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

      

 

TERRA MADRE La rete mondiale tra le comunità del cibo

 

Terra Madre rappresenta la globalizzazione positiva, dà voce a chi non si rassegna al modello omologante e disumano di chi applica alla materia vivente le regole alienanti dell'industria; le comunità di Terra Madre si riuniscono per proclamare che la produzione del cibo deve mantenere un rapporto armonico con l'ambiente; per affermare la dignità culturale e scientifica delle pratiche tradizionali; per ritornare nei propri Paesi d'origine con la carica positiva nata dal sentirsi parte di una vera "comunità di destino".

Questa rete mondiale trova la sua linfa vitale negli incontri tra le comunità del cibo che si svolgono regolarmente – dal 2004 a oggi – ogni due anni a Torino e a livello locale nei cinque continenti con meeting che si sono svolti in Irlanda, Olanda, Etiopia, Brasile, Bielorussia. Questi eventi danno la possibilità ad agricoltori, casari, allevatori e pescatori di discutere e condividere saperi ed esperienze.

Terra Madre non è fatta però di soli meeting nazionali e internazionali, la sua storia è ricca di scambi e collaborazioni. Nel corso di questi anni sono stati numerosi i momenti d’incontro: gli allevatori olandesi del pollo di Chaam si sono recati in Piemonte per confrontarsi con gli allevatori del cappone di Morozzo; 52 comunità internazionali della pesca hanno visitato le realtà italiane; contadini ugandesi hanno ospitato 25 coltivatori keniani per condividere competenze e conoscenze; le donne Imraguen della Mauritania produttrici di bottarga si sono recate a Orbetello per un seminario organizzato dai loro colleghi italiani. Questi sono solo alcuni esempi di una rete in continuo movimento e crescita.

L’evento clou di Terra Madre è il meeting biennale di Torino, che nel 2008 si è svolto dal 23 al 27 ottobre 2008.

L’incontro mondiale tra le comunità del cibo è organizzato da Slow Food in collaborazione con Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Cooperazione Italiana allo Sviluppo - Ministero Affari Esteri, Regione Piemonte, Città di Torino. Riunisce e mette a confronto produttori e operatori del settore agroalimentare mondiale rappresentativi di un modo diverso e più complesso di intendere il cibo di qualità: attento alle risorse ambientali, agli equilibri planetari, all’aspetto organolettico dei prodotti, alla dignità dei lavoratori e alla salute dei consumatori.

L’edizione 2008 di Terra Madre è stata all’insegna dei giovani, con la partecipazione del Youth Food Movement. Lanciato in occasione del V Congresso Internazionale di Slow Food (Messico, novembre 2007), il movimento dei giovani impegnati nella difesa del cibo e della cultura alimentare è nato da un’idea degli studenti dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche e da Slow Food Usa. Lo Youth Food Movement è formato da un gruppo di studenti dei campus americani, giovani produttori, cuochi e attivisti, che ha coinvolto 1000 giovani da tutto il mondo. Altra importante novità è stata l’apertura al pubblico dell’evento con il mercato dei Presìdi, la possibilità di assistere ai seminari delle comunità e alle cerimonie di apertura e chiusura della manifestazione. Inoltre è stato realizzato un festival folk con gruppi di suonatori delle comunità del cibo. Ecco allora che per la prima volta orchestre di non professionisti appartenenti alle comunità hanno avuto la possibilità di esibirsi su palcoscenici allestiti all’interno del Salone del Gusto, la mostra-mercato dell’agroalimentare di qualità ideata da Slow Food che si svolge sempre a Torino in concomitanza con Terra Madre.