Questo periodo è stato segnato dalle novità nell’area della sinistra, ha visto governi retti da esponenti di partiti laici, con il ritorno al centro-sinistra allargato ai liberali. Fu conquistata la vittoria nella lotta al terrorismo (ma non alla mafia e alla camorra), e il contenimento dell’inflazione.
Il Pci, sotto la guida di Achille Occhetto, eletto segretario nel 1987 ha dovuto affrontare con forti contrasti al suo interno, un lungo processo di revisione ideologica, con conseguente apertura – nel clima delle riforme di Gorbaciov-verso nuove strategie. Nell’ottobre 1980, in occasione di una vertenza sul lavoro apertasi alla Fiat, un’imprevista marcia a Torino diretta contro la politica sindacale e comunista segnarono una grave frattura nell’unità dei lavoratori e l’inizio di u na crisi del sindacato unitario Cgil, Cisl, Uil e del suo ruolo politico.
Nel 1981, per la prima volta dalla proclamazione della Repubblica si sono formati governi presieduti da esponenti di partiti laici, e precisamente dal repubblicano Spadolini e dal socialista Craxi.
Il governo Craxi firmava nel giugno del 1984 un nuovo concordato con la Chiesa, che confermava la laicità dello Stato, in quanto non riconosceva più la religione cattolica come religione di Stato.
Quando si verificò l’assassinio di Moro il terrorismo entrò in crisi: i terroristi, consapevoli di essersi messi su una via senza sbocco, al di là dell’assassinio politico-disgregati dalla cosiddetta "legge sui pentiti" (1980) che concedeva forti sconti di pena a chi contribuisse allo svolgimento delle indagini, hanno drasticamente ridotto le loro azioni e i principali gruppi si sono dissolti.
Nel 1981 fu evidenziata la corruzione della vita pubblica con la scoperta di una Loggia massonica (la P2), guidata da Licio Gelli e di cui facevano parte esponenti della politica, dell’alta finanza e dell’alta burocrazia, con chiari intenti eversivi e antidemocratici. In conseguenza a questa corruzione generale si è verificato l’incancrenirsi di mali storici, come la mafia e la camorra, potenziate dal mercato della droga.
Una situazione preoccupante era data anche dall’aumento sproporzionato della spesa pubblica, che aveva indotto i governi a tagli nelle spese sociali e con la successiva adozione di tecnologie sofisticate aveva portato l’aumento della produttività e la crescita del numero dei disoccupati.
Il problema ecologico era ormai divenuto impellente, da qui la ricerca di fonti alternative di energia e la necessità di attuare un programma di risanamento e di difesa ambientale. La formazione di movimenti ambientalisti, come i Verdi, testimoniava la nuova conoscenza ecologica
In contrasto con l’immobilismo del sistema politico, la società civile continuò negli anni ’80 il suo processo di "grande trasformazione", collegato alle spinte di un’economia capitalistica che, in forte ripresa dal 1984, sia per la riduzione del prezzo del petrolio, sia grazie all’adozione da parte dell’industria delle più sofisticate innovazioni tecnologiche, portò l’Italia al quinto posto tra i paesi industrializzati.