Inno dei pezzenti

Interprete: Michele Straniero

Autore - Parole di Carlo Monticelli, musica di anonimo

Pubblicato nel 1896. E' uno dei canti più conmosciuti della tradizione anarchica. Come molti altri canti, venne utilizzato per la propaganda antiinterventista nel 1914 e specialmente la strofa: Di patria al nome talor sospinti / contro altri popoli noi si pugnò, / ma vincitori fossimo, o vinti, / la sorte nostra mai non mutò. / Tedesco o Italico, se v'ha padrone, / il sangue nostro vuole succhiar, / la patria italica è un'irrisione / se ancora il basto ci fa portar."
Figura infatti nel "nuovo canzoniere rivoluzionario ilustrato" edito in quell'anno.

Noi siamo i poveri, siamo i pezzenti,
la sporca plebe di questa età;
la schiera innumere dei sofferenti
per cui la vita gioie non ha.

Nel crudo inverno la nostra prole
Per lunga inedia languir vediam.
Solo pei ricchi risplende il sole:
mentre essi esultan, noi fame abbiam.

Pur Natura, a tutti, uguali
Diè i diritti sulla Terra:
noi facciamo aspra guerra
ai ladroni e agli oppressor.

Noi sia pace fra i mortali
Finchè un uom sovra altro imperi:
i nemici a noi più fieri
sono i nostri sfruttator.

Triste spettacolo! Le nostre donne
Per noi primizie non han d'amor:
ancora impuberi, sciolte le gonne,
si danno in braccio di lor signor.

Son nostre figlie le prostitute
Che muoion tisichge negli ospedal:
Le disgraziate si son vendute
per una cena, per un grembial.

Pur Natura…

Di patria al nome, talor sospinti,
Contro altri popoli noi si pugnò,
ma vincitori fossimo, o vinti
la nostra sorte mai non cangiò.

Tedesco od italo, se v'ha padrone,
il sangue nostro deve succhiar.
La patria libera è un'irrisione,
se ancora il basto ci fan portar.

Pur Natura…

Nelle officine, sui monti e i piani,
Giù nelle mine sudiam, sudiam,
ma delle nostre fatiche immani
il frutto intero non raccogliam.
Poi fatti vecchi, veniam rinchiusi
Dentro i ricoveri di carità
E sul berretto di noi reclusi
Bollano i ricchi la lor pietà.

Pur Natura…

Ah, se sperare non è follia
Nella giustizia dell'avvenir,
del privilegio di tirannia
il turpe regno dovrà finir.

Le nostre lagrime, gli stenti, l'onte,
le gravi ambasce finr dovran.
Noi già elviamo balda la fronte
Per salutare l'astro lontan.

Pur Natura…