Vince la prima edizione di Sanremo nel 1951, interpretata
da Nilla Pizzi. La prima edizione di Sanremo è quasi una
scommessa tra Nizza, autore di spettacoli radiofonici, e Pier
Busseti, direttore del Casinò, un modo come un altro per
rilanciare l'interesse languente per la roulette.
Il grande successo, ottenuto grazie alla diffusione radiofonica,
lo manda subito in orbita, trasformandolo in un appuntamento fisso
(dal 1955 trasmesso in tv) per tutti gli italiani al di là
del mero significato musicale. E' inutile cercare in questa, come
in altre canzoni di questo periodo degli indizi che richiamino
a contemporanei fatti e vicende: finita è la canzone di
propaganda in senso stretto, finita è quasi ovunque la
canzone popolare che segue e commenta i fatti. Restano i cantastorie
su tante piazze, ma la diffusione dei loro fogli volanti è
limitata nel tempo e nello spazio. Ben presto si rivolgeranno
anch'essi all'industria discografica ricavando una loro piccola
nicchia di mercato, ma proprio perchè competeranno col
grande mercato la loro sconfitta sarà più evidente.
Tanti fiori in questo giorno lieto ricevuti
rose, rose, ma le più belle le hai mandate tu.
Grazie dei fior
Tra tutti gli altri li ho riconosciuti
Mi han fatto male eppure li ho graditi
Son rose rosse e parlano d'amor.
E grazie ancor,
che in questo giorno tu mi hai ricordato
ma se l'amore nostro s'è perduto
perchè vuoi tormentare il nostro cuore.
In mezzo a quelle rose
ci sono tante spine
memorie dolorose
di chi ha voluto bene
son pagine già chiuse
con la parola fine.
Grazie dei fior
e addio per sempre addio
senza rancor.