Gorizia tu sei maledetta
Canto di vera e propria protesta che ha radici popolari risalenti almeno al 1911-1912. Divenne famosissima in seguito allo scandalo che suscit al Festival dei Due Mondi
di Spoleto nel 1964, (l'esecutore e gli autori furono accusati di vilipendio alle forze armate). Strofe simili sono state infatti notate in un'altra composizione, cantata al tempo della guerra di Libia (1911). La ballata si riferisce alla battaglia di Gorizia (9-10 agosto 1916) che costò la vita ad almeno 50.000 soldati italiani.
A quei giorni, a quei luoghi e a quell'offensiva si riferisce anche la celebre lirica di Ungaretti "I miei fiumi" che riporta la data del 16 agosto 1916.
Riportiamo la descrizione sintetica delle tappe della battaglia redatta dal maggiore Amedeo Tosi in Cronologia della guerra mondiale:
4 agosto 1916: s'inizia la sesta battaglia dell'Isonzo con un attacco diversivo degli italiani nella zona di Monfalcone.
6 agosto: la 11 armata inizia la battaglia di Gorizia e conquista fin dal primo giorno il monte Sabotino, oslavia e il monte San Michele.
7 agosto: la 13 armata espugna le quote 188 e 165 e progredisce ancora nella zona San Michele-San Martino del Carso.
8 agosto: travolte le ultime resistenze austro-ungariche,
le truppe italiane passano l'Isonzo ed entrano in Gorizia.
10 agosto: gli austriaci, sul Carso, si ritirano oltre il vallone; ad est
di Gorizia le truppe italiane urtano nella nuova linea di difesa
austro-ungarica.
11 agosto: gli italiani raggiungono, dopo aspra
lotta, il villaggio di Santa Caterina, ma ne sono ricacciati.
12 agosto: sul Carso, truppe dell'11 corpo d'armata espugnano il Nadiegem ed il villaggio di Oppachiasella.
17 agosto: dopo quattro giorni di sforzi vani e sanguinosi contro la nuova linea di difesa austriaca, l'offensiva italiana č sospesa
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La mattina del cinque d'agosto
si muovevan le truppe italiane
per Gorizia, le terre lontane
e dolente ognun si partė
Sotto l'acqua che cadeva al rovescio
[variante: che cadeva a rovesci]
grandinavan le palle nemiche
su quei monti, colline e gran valli
si moriva dicendo cosė:
O Gorizia tu sei maledetta
per ogni cuore che sente coscienza
dolorosa ci fu la partenza
e il ritorno per molti non fu
O vigliacchi che voi ve ne state
con le mogli sui letto di lana
schernitori di noi carne umana
questa guerra ci insegna a punir
Voi chiamate il campo d'onore
questa terra di lā dei confini
Qui si muore gridando assassini
maledetti sarete un dė
Cara moglie che tu non mi senti
raccomando ai compagni vicini
di tenermi da conto i bambini
che io muoio col suo nome nel cuor
Traditori signori ufficiali
Che la guerra l'avete voluta
Scannatori di carne venduta
[altra versione: 'Schernitori di carne venduta']
E rovina della gioventų
[altra versione: 'Questa guerra ci insegna cosė']
O Gorizia tu sei maledetta
per ogni cuore che sente coscienza
dolorosa ci fu la partenza
e il ritorno per molti non fu.