Con lo pseudonimo di Spartacus Picenus, Raffaele Offidani ha diffuso tra le due guerre moltissimi fogli volanti con le parole delle sue canzoni (circa ottocento). Ma come diffondere le musiche quando cantare poteva essere pericoloso? Semplice! Egli trovò la soluzione componendo le parole su musiche già esistenti e ben note a tutti. Non che questo sia stato digerito bene
da tutti: più d'un militante comunista si lamentò che gli sembrava strano vedere la "guardia rossa marciare sulle note frivole di un valzer parigino"! Nelle parole di Spartacus però non ci sono incertezze, nè forse i tempi ne permettevano. Così ogni gloria e bene e onore e giustizia e bellezza e felicità stanno nell'Unione Sovietica, nel Comunismo, in Lenin, nell'Armata Rossa, in Stalin.
Dalla terra insanguinata
parte il grido di dolore
della plebe massacrata
dal suo turpe sfruttatore.
Ma pel popolo gemente
finì l'era del terrore,
una fiamma rifulgente,
dalla Russia sfolgorò.
Bolscevismo, bolscevismo
tu sei il vero socialismo;
bolscevismo, bolscevismo,
tu ci dài la libertà.
Il gran faro dell'Oriente
splende sempre più gigante
ed irradia l'Occidente
la sua luce sfolgorante.
Sorgeranno i proletari
a schiacciare l'oppressore:
comunisti e libertari
si preparano a pugnar.
La calunnia velenosa,
Bolscevismo, non ti oscura,
la tua luce portentosa
splenderà sempre più pura.
La tua fiamma accende il core
degli schiavi incatenati
che dal polo all'equatore
tutti gridano così:
Bolscevismo, bolscevismo...