il 24 ottobre 1917 le truppe austriache sfondarono il fronte orientale italiano penetrando in Veneto. Il soldato della canzone è perciò un austriaco e come tale violento, barbaro e invasor.
Sulla stessa melodia nascerà poi alla fine della guerra un canto socialista che irriderà alla pace di Parigi: "quattro signori a Parigi vanno - a giudicare e dividere il bottino. - la guerra han fatto, altro più non sanno - e la vittoria vuol la pace e inganno. - Evviva duqneu la Rivoluzione - la borghesia più nn regnerà - il bolscevismo sta per trionfare - ovunque o popoplo unito sta.
Notte d'ottobre, Bambola sognava
e sorrideva d'un sorriso lieve.
Nel suo lettucio Bambola sembrava
un fiorellin che sbuca fra la neve.
A un tratto mille grida in lontananza,
si desta e getta un urlo di terrore,
un uomo vede lì nella sua stanza,
un uomo armato: il barbaro invasor.
Notte d'ottobre. Bambola piccina,
non v'è il tuo amore nella notte oscura.
Quel soldataccio ride e s'avvicina
ed il tuo sguardo è pieno di paura.
In quella notte tutto devastato
perchè il nemico infame vi passò
ma all'indomani all'alba quel soldato
in quella stanza ucciso si trovò.