Addio a Lugano

Autore: Pietro Gori
Interprete dell'originale: Tenore Salvatore di Clemente
Interprete della rielaborazione: Veronica Ceroni

Pietro Gori, avvocato, poeta e giornalista più volte arrestato e incarcerato per la sua attività politica a sostegno delle classi lavoratrici, fu autore di alcuni dei più belli e noti canti anarchici.
In seguito alle leggi crispine del 1894, Gori - che aveva difeso nel tribunale di Milano Sante Caserio con il quale si era poi mantenuto in corrispondenza - fu costretto a fuggire a Lugano. Nel 1895 fu espulso anche dalla Svizzera e in quell'occasione scrisse i versi di questa canzone.
Fu a Londra, poi a New York e tenne centinaia di conferenze in Canada e negli Stati Uniti.
Rientrato in Italia, difese Malatesta nel processo dell'aprile 1898, ma riprese poi la via dell'esilio, approdando a Buenos Aires dove tenne corsi di criminologia all'università.
Ancora in Italia nel 1902. Morì a Portoferraio nel gennaio 1911, lasciando un'ampia produzione letteraria e propagandistica.

Questo canto fu scritto in carcere nel gennaio 1895, quando il governo svizzero permise a Lugano l'arresto di Pietro Gori e di altri diciassette noti profughi politici che, dopo quindici giorni di prigionia, vennero condotti a Basilea ed espulsi dalla Svizzera.
venne cantato dagli esuli alla stazione di Lugano nel momento in cui salivano sulla vettura che li avrebbe portati alla frontiera di Basilea.

Ascolta il brano originale

Addio Lugano bella,
o dolce terra pia!
Scacciati senza colpa
gli anarchici van via
e partono cantando
con la speranza in cuor.

Ed è per voi sfruttati,
per voi lavoratori
che siamo incatenati
al par dei malfattori!
eppur la nostra idea
è solo idea d'amor.

Anonimi compagni,
amici che restate,
le verità sociali
da forti propagate:
è questa la vendetta
che noi vi domandiam.

Ma tu che ci discacci
con una vil menzogna,
repubblica borghese,
un dì ne avrai vergogna:
noi oggi t'accusiamo
in faccia all'avvenir.

Scacciati senza tregua
andrem di terra in terra
a predicar la pace
ed a bandir la guerra:
la pace tra gli oppressi,
la guerra agli oppressor.

Elvezia, il tuo governo
schiavo d'altrui si rende,
d'un popolo gagliardo
le tradizioni offende
e insulta la leggenda
del tuo GuGlielmo Tell.

Addio cari compagni,
amici luganesi,
addio, bianche di neve
montagne ticinesi:
i cavalieri erranti
son trascinati al nord.