i balli dell'Appennino bolognese


Le Danze Villeresche

(da "Costumanze e tradizioni bolognesi"
di Oreste Trebbi e Gaspare Ungarelli, 1933)

La provincia di Bologna e', fra le consorelle italiane, quella che ha forse conservato un maggior numero di danze tradizionali, perche' entrate queste nei nostri costumi fin dai primordi del Rinascimento, furono tramandate di generazione in generazione insieme alle feste e cerimonie che ne erano occasione. La danza e' stata in ogni tempo il divertimento piu' gradito della gioventu' e, presso i villici specialmente, la maniera piu' naturale di comunicarsi l'allegria il piu' facile pretesto degli amoreg giamenti. Favorita nei primi tempi dalla stessa Chiesa, che se ne serviva per dar maggiore solennita' alle proprie feste, la si volle bandire quando assunse un deciso carattere profano. Cio' avvenne pero' troppo tardi, perche' essa era gia' entrata nel costume della popolazione, era divenuta la conseguenza delle relazioni fra le famiglie, un'abitudine quasi giornaliera. L'amore alla danza inoltre, era alimentato nella nostra provincia dall'essere qui rimaste vive piu' che altrove. e in gran parte
fin quasi al tempo presente, le tradizioni ricordanti l'uso che avevano i romani di celebrare ogni solennita' campestre con feste e tripudi. I nostri coloni, come gia' gli antichi. sbrigliavano il loro umore giocondo coi canti di maggio, quando tutte le piante erano in fiore, e accendevano i falo' nella notte di S. Giovanni. Ma soprattutto si divertivano in ottobre per la vendemmia, la pagana festa dell'intemperanza, trincando fra i tini spumanti dei vini Nuovi.
Queste feste e queste danze, solevano farsi, a somiglianza delle antiche, sotto l'azzurra volta del cielo e sul verde tappeto dei prati, ma allorche' le miti aure d'autunno cessavano, per far posto ai rigori dell'inverno, il ballo cercava piu' confortevoli rifugi, dando luogo ai cosiddetti trebbi. Siccome pero' nel tempo di cui parliamo, le case de. contadini avevano penuria di locali spaziosi, adatti per simili divertimenti, cosi' nell'inverno, le danze solevano generalmente eseguirsi nelle case dei contadini piu' agiati. ~ nelle osterie o taverne, e quindi dall'adunarsi di piu' persone nel medesimo luogo. venivano chiamate ridotti o, con voce piu' generica, tuttora in uso, festini. Erano queste feste veri tornei di danze, e G. C. Croce ce ne offre un gustoso esempio col Festino di Barba Bigo della Valle, in cui sono anche ricordati gli strumenti che servivano allora per eseguire la musica dei balli, e cioe' il ribechino, sorta di viola, il violone e la piva.
GABRIEL: A ture'n Pier dal Mulein
Ch' sona ben al ribgein.
E Magnan d' barba Zon
Anch lu cun al viulon,
E Malet so frade'l
Cun la piva....
"Gabriele: prenderemo Pier del Mulino
che suona bene il ribechino,
e Magnano di zio Zon,
anche lui con il violone,
e Maletto, suo fratello
con la piva...)
E senza istrumenti, si ballava al solo canto delle canzoni a ballo, in quel tempo in voga e frequentissime anche nel territorio bolognese. Lo stesso Croce, ricorda la Moretina, la
girometta
ecc., e non poche di queste canzoni si possono facilmente identificare fra quelle che la tradizione ha fatto pervenire fino a noi.
Fra gli antichi balli van ricordati il Bergamasco (proprio dei contadini), somigliante nella musica e fors'anche nella regola al moderno Trescone; il Saltarello, proveniente dalla Campagna romana e pur in uso nella nostra provincia; il Ruggiero, che pare tenesse allora fra le danze un posto distinto; il Villano di Spagna, ecc. Ma questi balli che avevano qualche cosa dell'antico tripudio. erano assai rozzi e costituiti da un danzare in cadenza batten do fortemente i piedi in terra, la qual maniera di ballare e' mantenuta anche oggi nel Saltarello (campagna romana e Umbria), e nel Trescone dei contadini bolognes, il quale ha, degli antichi balli, conservato il carattere.
Passando dalla campagna alla citta', la danza si era pero' raggentilita ed aveva acquistato anche presso di noi quella eleganza e quella teatralita' che brillavano nelle altre citta' italiane e specialmente in Milano, maestra di questa arte in Italia.
Da parte sua Bologna, sotto il governo pontificio, traeva non poco splendore dal gran numero di famiglie nobili e ricche che l'abitavano, la maggior parte delle qu'ali, lasciati feudi e castelli. s'erano stabilite in diverse epoche e circostanze in citta', a cagione delle guerre civili e col desiderio di godersi il frutto dei loro vasti possedimenti. Tutte queste famiglie vantavano in Bologna splendide residenze, arredate secondo l'arte e il gusto del tempo e spendevano gran parte dei loro averi nel lusso e nelle feste continue, cosicche' la citta' riassumeva nel suo titolo di "grassa" anche lo scialacquio festoso da cui era totalmente invasa. Certo non poteva dirsi che tutto cio' che splendeva fosse oro. La storia non ha mai registrato tante carestie, tanta fame come in quell'epoca lontana. I banditi organizzati scorrazzavano per la campagna; le braccia tolte all'agricoltura ingrossavano la massa dei miserabili della citta', rappresentanti la grande clientela delle feste della porchetta e della colta, con le quali il governo sollazzava quella turba di affamati Non pertanto nobili e ricchi, trovavano in un simile ambiente il loro soddisfacimento. Anzitutto avevano le loro abitudini signorili, portato del tempo, e da esse non derogavano. Nelle ore del mattino si recavano alla cavallerizza o alla sala di scherma.
Piu' tardi si esercitavano nei giochi ginnastici allora in gran voga: racchetta e pallacorda. E nelle ore del pomeriggio frequentavano le scuole di danza le quali precedettero in Bologna le cosidette veglie di societa'. In queste scuole si eseguivano frequentemente il Bergamasco, il Ruggiero, il Villan di Spagna ecc., nonostante fossero assai comuni fra i contadini, e piu' spesso la Ducale, la Gavotta. il Minuetto ed altri balli forestieri gia' introdotti dai maestri milanesi, nelle sale principesche della capitale lombarda.
Nelle case dei nostri nobili, veramente, la danza entro' un po' tardi. Fino a gran parte del secolo XVI, le dame bolognesi erano vissute, non diremo attendendo al fuso ed al pennecchio, ma con costumi assai semplici, accontentandosi delle gioie della famiglia, della conversazione degli intimi e dei puri piaceri dello spirito. Ma piovute anche qui le mode francesi, cominciarono col lusso smodato i convegni, i festini, le giostre, i tornei, le rappresentazioni nei teatri privati e tutti gli altri divertimenti nei quali la seduzione ha la parte piu' importante. Allora la danza abb andona del tutto il saltare incomposto dei balli villerecci, per assumere le movenze e gli atteggiamenti piu' aggraziati e piu' attraenti dei balli di figurazioni. Nei saloni aristocratici, si da' il bando ai gia' ricordati balli contadineschi, e si preferiscono la Pavana, danza dei padovani nell eseguire la quale facevasi una specie di ruota alla guisa del pavone, lo Spagnoletto, che si ballava, con musica lenta, da due cavalieri e da due dame e la Pavaniglia che probabilment e si faceva alla stessa maniera di Villano, cioe' in sedici tempi, da un cavaliere e una dama, tenendosi sempre per mano, cominciando e finendo con una riverenza. A queste s'aggiungano quelle basse-danze che, venute in onore nella societa' milanese, avevano trovato anche da noi chi si compiaceva di eseguirle con passione e con arte, come l'ardente sole, l'Occhio leggiadro, Lucrezia favorita, Alta Vittoria ecc., oppure quei balli di figurazioni che, in uso prima fra il popolo, avevano gia' acquistata in Italia la piu' gran voga anche fra la classe signorile, come il ballo del fazzoletto, il ballo della torcia, il ballo del piantone, del fiore, del cappello e via dicendo. Ma l'instabile gusto della moda e piu' specialmente la forza sterminatrice della rivoluzione francese, tolsero a queste danze, divenute aristocratiche, ogni particolare attrattiva, ogni ragione di esistere, mentre i balli popolari e villereschi, indiavolati e travolgenti, resistettero a qualsiasi assalto e nella provincia di Bologna si perpetuarono nella loro tipica forma di balli distaccati (bal dspech) , cioe' da eseguirsi da due o piu' persone che stanno in figura l'una distante dall'altra e non strettamente abbracciate come si usa ora nelle odiernissime ed esotiche danze.
Questi balli si ccompongono generalmente di due parti principali:
"al bal" propriamente detto, e "al spassagg", il ballo e il passeggio. Il ballo e' l'esecuzione di quella data figurazione o mimica in tempo di musica; il passeggio e' una specie di riposo che i ballerini si prendono fra l'una e l'altra strofa musicale con certo andare intorno con passo cadenzato. Oggi pero', l'irresistibile influsso dei nuovi tempi ha fatto perdere terreno alle vecchie danze villeresche, le quali solo nella plaga montana sono tenute ancora in onore. Crediamo quindi conveniente di darne qui una esatta descrizione.

Amicizia
Ballo assai allegro che si fa, nella provincia bolognese (Monzuno, Lojano, Monghidoro), in quattro, cominciando con uno spasso e terminando con una specie di
trescone.

BALlo DelL'AHI
in tutta l'Emilia) - Si chiama cosi' un ballo popolare intramezzato a brevi intervalli da rime. I danzatori fanno un paio di giri, poi si fermano e la donna, o l'uomo, dice con un sospiro:
- Ahi! -
L'altro domanda:
- Che hai? -
- Son ferita -
risponde la donna.
- Dove? -
Dira', per esempio:
- Son ferita nel cervello,
Per ballare col piu' bello.
E intanto la donna sceglie un altro ballerino e fa qualche altro giro. E cosi' di seguito.

Ballo del lume
E' detto anche ballo del candeliere. E' un ballo di figurazione, che si fa in due, uomo e donna, nel quale eseguitisi alcuni giri di
trescone, ovvero di polka o valzer. si porta una sedia in mezzo alla sala, su cui siede l'uomo con un lume acceso in mano.
Poi la ballerina presenta altre due danzatrici all'uomo che sta seduto, il quale fatta la scelta, balla con una e da' a tenere all'altra il candeliere. Indi la ballerina che ha ballato, fa la medesima azione con quella rimasta seduta, e co'si' di seguito, finche' tutti hanno ballato.

Ballo della seggiola)
ballo di figurazione, che si fa press'a poco come quello del lume, e cioe' dopo che i ballerini hanno eseguito un primo o secondo giro, viene portata in mezzo alla sala una sedia su Cui l'uomo siede. Indi la donna conduce a lui una ballerina: se egli i'accetta balla con essa, altrimenti volta la sedia in segno di rifiuto. e cosi' di seguito. Quando si e' finito per l'uomo, si ripete la stessa azione per la donna.

Ballo della lepre
fDonwload di quello di Vergato!
Ballo di grande agilita' che si fa su musica propria. Parecchie coppie vanno in mezzo, gli uomini schierati da una parte, le donne dall'altra. Poi i due capofila cominciano a ballare l'uno separato dall'altro da una fila, correndo sempre da cima a fondo, cercando di pigliarsi e fuggendosi reciprocamente, intanto che quelli di mezzo cantano:
"Corr pur can, ciapa la livra
Ciapla, ciapla par la coa,
tenla strecca che l'e' la toa,
Tenla strecch... A l'ho ciapa'!"
oppure:
"La m'e' scapa'."
secondo che il ballerino ha presa la donna o se l'e' lasciata
scappare.

Ballo dei bastoni
cosi' chiamato, nella nostra provincia, il ballo che si fa con due bastoni, battendoli insieme a somiglianza delle antiche moresche.

Ballo in tondo
ballo che suol farsi in quattro e anche piu', tenendosi tutti per mano in tondo, ed eseguendo balletti come nel
Bergamasco.

Barabano
Ballo pantomimico di origine lombarda, in uso nelle nostre montagne (Valle di Reno). Un uomo si mette sdraiato in terra fingendosi morto, ed una coppia gli balla intorno, accostandosegli di tanto in tanto per sollevargli ora un braccio, ora una gamba, come per accertarsi se veramente sia morto. seguitando la coppia a ballare, d'improvviso il morto risuscita e ruba al ballerino la donna con la quale si mette a danzare invece dell'altro. E questo e' il baraban mort. DA tempo pero' non si fa piu' che il baraban viv, cioe' con l'uomo non sdraiato, ma in piedi.

Bergamasco
Donwload di quello della Valle del Reno!
Ballo cosi' chiamato dalla citta' di Bergamo, da cui deriva e dal nome di una canzone cantata altra volta a Firenze. Assai curioso per la sveltezza con cui si eseguisce su musica propria in tempo di due quarti. Si fa in due o anche in piu', cominciando col girare in tondo, gli uomini in avanti e le donne all'indietro. Al variare del suono gli uomini abbracciano le donne e fanno alcune giravolte pure in tondo cosi' abbracciati, indi si staccano e ballano come prima.

Baragazzina
Sorta di
monferrina doppia, nota a Vergato e dintorni, cosi' detta dal paese di Baragazza, onde pare derivi.

Contraddanza
Donwload di quella della Valle del Savena!
Ballo che si' fa in quattro su musica propria, in tempo di due quarti, cominciando col girare in tondo, gli uomini in avanti e le donne all'indietro ed eseguendo poscia un balletto in figura.

Gran contraddanza
Donwload di quella della Valle del Reno!
Ballo che si fa in un numero indeterminato di persone, uomini e donne, in fila gli uni contro alle altre, ballando prima in tondo ed eseguendo poscia balletti, come nella contraddanza ordinaria.
"Bale'r la cuntradanza", si dice appunto del ballare gli uni contro gli altri.

Contraddanza montanara
una sorta di danza assai vivace e leggera, che si fa generalmente fra otto uomini e otto donne posti in fila sopra due linee, i quali ballano insieme a mo' di
quadriglia.

Dentro e fuori
Donwload di quello della Valle del Reno !
Specie di trescone che si fa in due su musica propria in tempo di sei ottavi, con giri del ballerino attorno alla ballerina e di questa attorno a quello. Vedi: Trescone.

Disperata
Ballo dei nostri montanari, che si fa su musica propria in tempo di due quarti, tanto in due che in quattro, con una
furlana in prima, indi il suo ballo.

Furlana
Nota danza originaria del Friuli, divenuta famosa presso i gondolieri veneziani, i quali l'eseguivano, e forse l'eseguiscono ancora, in due o piu', in tempo di sei ottavi, con movimento moderato e aggraziato. Usitatissima un tempo in tutta la nostra provincia, ebbe voga, in seguito, solo in montagna.


Gagliarda
Sorta di ballo allegro e vivacissimo che si fa in quattro con uno spasso e il relativo balletto. forse questo ballo e' la continuazione della gagliarda resasi un tempo tanto famosa a Roma.


Galletta
Donwload di quella della Valle del Reno!
Ballo villeresco che si fa su musica propria in piu' modi e cioe': in Valle di Reno in tre, un uomo e due donne. L'uomo sta nel mezzo e le due donne ai lati. Balla l'uomo or coll'una, or coll'altra ballerina, lasciando quella e prendendo questa colla massima prontezza, dovendo cio' figurare il rapimento della donna. In valle di Savena, invece, si fa in quattro, due uomini e due donne. Gli uomini si mettono nel mezzo quasi dos a' dos e le donne di fronte ad essi. Si comincia con un balletto, terminato il quale gli uomini si scambiano il posto ed eseguiscono un altro balletto coll'altra ballerina. Poi, presisi tutti per mano, fanno una specie di grande "chaine", dopo la quale, tornato ciascuno al suo posto, si ricomincia il ballo.


Galoppa
Donwload di quella di Praduro e Sasso
Sorta di ballo eseguito generalmente da un gran numero di persone su musica propria, in tempo assai concitato. E' cosi' detto perche' s'imita con esso il galoppo del cavallo. Vanno i ballerini a due a due per un tratto attorno alla sala, poi si distendono in colonna in mezzo alla medesima e, arrivati, col capo della fila contro la parete, le donne si voltano a destra, l'una in coda all'altra e gli uomini a sinistra nel medesimo modo. Poscia camminando s'incontrano alla parte opposta e tornano a galoppare come prima.


Gavotta
dal franc. Gavotte) - Ballo che era in uso in Valle di Reno e noto per la sua andatura allegra e graziosa. Gavots e' il nome degli abitanti della Valle di Barcelonetta e delle sue adiacenze, dai quali e' pervenuta questa danza, che ha mantenuto la sua voga in Francia dal tempo di Luigi XIII alla fine dell'Impero.


Giardiniera
Donwload di quella di Praduro e Sasso!
Specie di monferrina che si fa talora in due, tal'altra in quattro o piu', su musica propria in tempo di sei ottavi, cominciando con uno spasso ed eseguendo poscia il suo balletto. In ultimo tutti i ballerini si da'nno la mano e fanno il giro tondo.


Giga
Donwload di quella della Valle del Savena!
Balletto assai vario che si fa in due, uomo e donna SU musica propria in tempo di sei ottavi. Si fanno prima due giri all'intorno come nel trescone, poi si eseguisce il suo balletto; indi i ballerini prendendosi per mano, vanno tre passi avanti e, scambiandosi la mano, fanno altrettanti passi dalla parte opposta. In seguito la donna passa il braccio destro sotto il sinistro, che tiene alzato, mentre l'uomo, facendo un movimento contrario, afferra colla sinistra la mano destra della donna e colla destra la sinistra; e cosi' intrecciati, fatto insieme il balletto (oppure fatti insieme alcuni giri indietro), I'uomo fa passare la donna sotto le due braccia alzate e in ultimo si distaccano per ricominciare da capo.


Giga ferrarese
Donwload di quella della Valle del Reno!
Sorta di ballo che si fa nelle nostre montagne (Sasso, Vergato e tutta la Valle di Savena) in due, su musica propria in tempo di sei ottavi, cosi' detto forse dalla sua origine. Si comincia con uno spasso, poi incrociate le braccia come nella nostra giga,
l'uomo prende il braccio della donna e glie lo gira sopra il capo e quando la donna ha rivoltato di nuovo la faccia verso l'uomo, l'una e l'altro ballano insieme.


Giga montanara
Sorta di
giga che si fa in otto, in sedici e in piu'.


GIRoMeTTA
Donwload di quella della Valle del Reno
nome d antica canzone bolognese, veneta e toscana, forse da Girolometta. Sorta di ballo contadinesco che si fa in due su musica propria in tempo di due quarti, cominciando con un giro in tondo e continuando poi col suo balletto, che finisce con una piccola piroletta distaccata. La canzone, che e' in lode delle parti del vestire della donna, si canta anche oggi a Venezia e comincia cosi':
"Chi t ha fate quelle scarpette,
Che ti stan si' ben. Girometta,
Che ti stan si' ben ?
Chi t' ha fatto si' belle scarpette,
Che ti stan si' ben, Girometta,
Che ti stan si' ben."
Certamente si cantava anche nella nostra provincia, ricordandola il Croce.


Gitana
Sorta di ballo d'origine spagnola, cosi' detto dagli Zingari, che in quella lingua si chiamano gitani. Si fa con movimento moderato ed aggraziato, procedendo con varieta' di figure. E' alquanto simile alla mazurka.


Inglesina
Donwload di quella della Valle del Savena!
Sorta di ballo che si fa nella nostra montagna (Valli di Reno e del Lavino) da un solo, su musica propria in tempo di due quarti.


LANTERNA MAGICA
Donwload di quella della Valle del Reno
Ballo contadinesco che si usa nella nostra provincia (raramente in Valle di Savena, piu' spesso in Valle di Reno) e viene eseguito da due, su musica propria, in tempo di sei ottavi.


Lavandaia
Donwload di quella del Lavino
Sorta di ballo che si fa in due, uomo e donna, su musica propria in tempo di sei ottavi; nel qual ballo la donna, fingendo di lavare un fazzoletto su di un ginocchio, fa certi movimenti che nella concitazione della danza riescono un po' liberi. Forse deriva da uno de' piu' conosciuti branles in uso a Parigi nel secolo XVI, detto propriamente "Lavandie're", che puo' anche rispondere al piu' moderno "Boulange're".


Lombardina
Donwload di quella della Valle del Reno
Ballo assai allegro e svelto, cosi' detto forse dalla sua origine lombarda, il quale si eseguisce in due (Valle di Savena) o in quattro (Valle di Reno) su musica propria in tempo di sei ottavi, cominciando con un giro tondo e continuando poscia col suo balletto.


MAMBRUCH
Deriva il nome da Marlborough generale inglese. E' un ballo contadinesco che gia' si faceva nella nostra provincia, ma che oggi e' disusato. Di esso pero' si ha ricordo in qualche localita' (Monte S. Pietro). "Marlborough" s'intitolo' pure la nota canzone che fu in gran voga verso la fine del Settecento, alla Corte di Maria Antonietta:
"Marlborough s'en va-t-en guerre
Mironton, mironton, mirontaine;
Marlborough s'en va-t-en guerre
Ne sait s'il reviendra." ecc.


Monferrina
Nome di una danza assai vivace, originaria del Monferrato da cui prese il nome. Si fa nella provincia di Bologna. su musica propria, cominciando con uno spassoe continuando col relativo ballo.
Il ballo e lo spasso si ripetono piu' volte.


Monferrina bolognese
Cosi' diciamo, per distinguerla dalla modenese. la nostra monferrina, che si balla in un numero indeterminato di persone accoppiate a due a due. Vanno prima in giro o semplicemen e a braccetto a mo' di passeggio o abbracciati, e a un dato punto si fermano a ballare in figura, saltando cadenzatamente e girandosi attorno, poi riprendono il giro di prima.


Monferrina modenese
Donwload di quella della Valle del Savena
oppure quella di Praduro e Sasso
Cosi' detta la monferrina che si balla specialmente in valle di Savena, in valle di Reno e in valle del Lavino alla maniera modenese, cioe' in quattro.
monferrina di Cereglio Cosi' viene chiamata a Vergato una sorta di monferrina cke si balla in quattro, alla maniera modenese.


MEnaco'
Donwload di quello della Valle del Reno
Sorta di contraddanza d`origine ferrarese che si fa da noi (valle di Reno) in quattro figure, cioe' otto persone, su musica pro"ria in tempo di due quarti. Due figure da una parte e due lall'altra si scambiano il luogo, dandosi la .ano come nella quadriglia,
indi ballano. A Castelfranco si fa anche in maggior numero di persone.


Milorda
Donwload di quella della Valle del Savena
Ballo distaccato che si fa in due su musica propria in tempo di due quarti. Si comincia a girare in tondo come nel trescone, gli uomini in avanti, le donne all'indietro; poi al variare della sonata si fa il balletto, indi si torna a girare in tondo come prima.


Minuetto
Danza grave che si fa ancora nella nostra provincia da due sole persone su musica propria e con un sol passo rinnovato sulla stessa figura. nell'eseguire il quale l'uomo prende la man della donna ed alzatole graziosamente il braccio glielo gira sopra il capo poscia quando l'ha voltata di nuovo verso di lui si ritrae un po' indietro per ricominciare. In origine fu ballo dei contadini d'Angio', provincia di Francia, ma accolto nei saloni aristocratici, ebbe gran voga.


Quadriglia
Specie di
contraddanza che si fa in gruppi di quattro a quattro con figurazioni somiglianti a quelle della quadriglia francese.


Ruggero
Donwload di quello della Valle del Savena
Donwload di quello della Valle del Reno
Sonata e ballo sulla medesima, che si fa in quattro, due uomini e due donne, disposti in forma di rombo, in modo che l'uomo sia dirimpetto alla propria ballerina. Al cominciare del suono la prima coppia fa quattro giri all'intorno, poi eseguisce il balletto. Indi la donna si ferma ad un tratto e l'uomo, che le e' rimasto poco discosto, co'rre difilato a lei, mentre l'altra donna che e' in ballo corre anch'essa al medesimo punto, e assieme abbracciano la donna e la fanno girare in tondo. Si staccano poscia ed eseguiscono il medesimo coll'altr'uomo, in seguito rifanno un altro giro in tondo come al principio del ballo e ritornano al posto, perche' entri in ballo la seconda coppia, che ripete tutta l'azione. Cos. due volte di seguito e il ballo termina con diversi giri di trescone o giro tondo.


Roncastaldo
Donwload di quello di Monte S. Pietro
dal nome di una parrocchia in valle di Savena) Sorta di ballo contadinesco che si fa nella nostra provincia in due od in quattro su musica propria in tempo di due quarti. Si compone, come la monferrina, di due parti, dello spasso e del ballo.


Saltarello alla montanara
Donwload di quello della Valle del Savena
Ballo assai concitato che si fa in quattro, due uomini e due donne, su musica propria in tempo di sei ottavi. Si comincia con un girotondo, eppoi, al variare della sonata gli uomini fanno fino a tre giri su se stessi e in seguito riprendono insieme alle donne il girotondo, terminando per lo piu' col trescone.


Saltarello romagnolo
Donwload di quello della Valle del Savena
Ballo che si fa, su musica propria in tempo di due quarti, in sei, due uomini e una donna nel mezzo da una parte e due donne e un uomo nel mezzo dall'altra. Al cominciare del suono gli uni e gli altri si vengono incontro tenendosi per mano e si fanno riverenza, poi tornato ciascuno al rispettivo posto, si lanciano gli uomini verso le donne, le abbracciano e fanno insieme ad esse concitatamente piu' giri in figura, indi le riconducono al posto.
Poi, gli uomini, scambiato il posto, ripetono la stessa azione fino a tre volte e danno termine al ballo col trescone.


Spagnoletto
Donwload di lo! un po' rielaborato.
Ballo antico che in montagna si eseguisce in parecchie coppie con battere delle mani dei ballerini contro quelle delle ballerine.


Spazzacamino
Donwload di quello della Valle del Reno
\\\Sorta di ballo assai lesto che si fa (Vergato, Sasso) in due su musica propria in tempo di sei ottavi. Prima i due ballerini girano in tondo, poi presisi per mano si incrociano le braccia come nella giga e cosi' ballano.


Tarantella
Donwload di quella della Valle del Reno (mah!...) Danza napoletana. Di carattere assai gaio e vivace e' l'aria sulla quale si balla. Si fa da noi in due, quasi a mo' di trescone. La tarantella deriva il suo nome da Taranto ove comincio', in tempo relativamente recente, ad essere in uso.


Trescone
Donwload di quello di Praduro e Sasso!
Specie di ballo distaccato, rimasto nelle nostre campagne, il quale ha molta parentela colla tarantella dell'Italia meridionale e il cui nome deriva da tresca, ballo antico onde trescare, che fu adoperato anche da Dante nel senso di ballare:
"Li precedeva al benedetto Viso,
Trescando alzato, l'umile Salmista."
cioe' saltando e ballando. Si balla nelle veglie dei contadini, e quasi sempre per chiusa, da una o piu' coppie, alle quali fanno cerchio tutti i componenti la festa. Si fa su musica propria, in tempo di due quarti, cominciando col girare in tondo, gli uomini all'indietro e le donne all' avanti per diverse volte. Poi si eseguisce il balletto colla massima sveltezza. I due che ballano fra loro (compagno e compagna) girano in tondo saltando divisi e ogni tanto s'avvicinano dandosi spallate e gomitate, oppure abbracciandosi e frullando, secondo vogliono mostrarsi corrucciati o in pace fra loro. A un certo punto, nel fervore della danza, nel trescone classico, l'uomo o la donna (piu' spesso l'uomo) sono capaci con un rapido movimento del piede di scaraventare la scarpa nella sala e seguitare in pedule fra gli applausi di tutti gli spettatori. Quando questo ballo si prolunga di molto, i ballerini si rubano le ballerine, andando sotto quelli che non sono in ballo per mandarle agli altri; e cosi' alle volte anche le ballerine fanno altrettanto. rubando i ballerini.


VA PAR Te'RA
Donwload di quello della Valle del Savena
Ballo montanaro che si fa in due, uomo e donna girando prima in tondo, l'uomo in avanti e la donna all'indietro, ed eseguendo poscia il balletto. che da alcuni si fa chinandosi per terra, appunto come fa l'ortolano per raccogliere i radicchi. Finito il ballo Si ricomincia da capo il girotondo. A Pianoro l'aria di questo ballo e accompagnata dal canto:
"Va par te'ra, va par te'ra,
Cento scudi e una dona be'la;
Va par te'ra, va par te'ra,
Cento scudi e una dona be'la." ecc.


Veneziana
Donwload di quella della Valle del Savena
Donwload di quella ddella Valle del Reno
Ballo notissimo e usitatissimo nella nostra provincia, che si fa in quattro, e in alcuni luoghi anche in piu' (Pianoro) sull'aria originale, che i veneziani accompagnavano col canto:
"Chi vol cantar la veneziana (ter)
Scarpette rosse, calzette di lana
La ro le le ri re ri re re ro"
Noi in Valle di Savena:
"La Veneziana ha un bel fiore in mano (ter)
Evviva la Veneziana e va pian piano.
La Veneziana ha un bel fiore in bocca (ter)
Evviva la Veneziana e chi la tocca.
La Veneziana ha un bel fiore in riva (ter)
Evviva la Veneziana. Evviva, evviva.
La Veneziana ha un bel fiore in braccio (ter)
Evviva la veneziana e chi l'abbraccia.


Vita d'oro
Sonata e ballo che si fa nelle nostre montagne (specialmente in Valle di Reno, raramente in Valle di Savena), fra uomo e donna.
Si comincia con un girotondo, come nella
giardiniera, eppoi si fa il ballo come nella monferrina, alla fine del quale, al punto in cui la musica rallenta il tempo, i ballerini s'accostano, si prendono per mano e portano la testa prima a destra, poi a sinistra sulla spalla l'uno dell'altro, come per baciarsi ma non lo fanno. In Toscana invece l'uomo nel lasciare la donna, in questo ballo, dice con essa:
"Oh vita d'oro, vita d'argento,
Dammi la mano che son contento"
E si stringono la mano.

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